Tragedia della fabbrica di fuochi d’artificio, per la seconda volta il Tar restituisce la licenza

ARNESANO – Il TAR è tornato ad occuparsi della vicenda dell’esplosione del novembre scorso nella fabbrica dei fuochi d’artificio Cosma di Arnesano che costò la vita del figlio del titolare e di un altro dipendente, giudicando non corretta la revoca della licenza di fabbricazione e vendita. Già dopo l’incidente, parallelamente all’inchiesta penale sulle cause dell’episodio, il Prefetto aveva disposto la revoca della licenza e la cessazione dell’attività per presunte responsabilità del titolare. Quest’ultimo, assistito dagli Avvocati Pietro e Antonio Quinto aveva impugnato il provvedimento contestando i rilievi sulla dinamica dell’incidente e sulle asserite irregolarità all’interno dell’area della fabbrica.  Con ordinanza del 16 maggio il TAR, accogliendo il ricorso, aveva sospeso il provvedimento prefettizio per mancanza di una adeguata motivazione. Dopo la sospensiva la Prefettura, ha adottato un nuovo provvedimento di revoca, contro il quale è stato proposto un nuovo ricorso dello studio Quinto. Ancora una volta, con ordinanza il TAR è intervenuto giudicando illegittimo l’operato degli organi prefettizi e sospendendo il provvedimento. In particolare, i Giudici leccesi, accogliendo le argomentazioni difensive degli Avvocati Quinto, hanno evidenziato che il ritiro della licenza è una misura abnorme tenuto conto che le lavorazioni eseguite nel sito dell’incidente erano corrette e che non è possibile ipotizzare ulteriori elementi di responsabilità a carico del titolare per la tragica morte dei due operai.

 

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