E’ Fabio Pollice il nuovo rettore di UniSalento

LECCE- E’ Fabio Pollice il nuovo rettore dell’Università del Salento. “In questi anni abbiamo perso l’entusiasmo – ha detto nel suo discorso a caldo – e ci siamo ripiegati su noi stessi. Adesso dobbiamo avere il coraggio di guardare con forza a un futuro possibile a cui abbiamo il diritto di aspirare. Abbiamo bisogno di tutti, dell’entusiasmo degli studenti. Il prodotto più importante che può produrre un’Università sono i ricercatori. Questo è lo sforzo che porteremo avanti nei prossimi sei anni. Tutti insieme”.

Sono state elezioni al fotofinish per tutto il pomeriggio, con una testa a testa fino alla fine. Poi, Pollice ha iniziato a staccare, anche se di poco, Michele Campiti. Il risultato finale (tenendo conto del voto pesato, sulla base di quanto stabilito dallo Statuto): professor Michele Campiti 366,363; professor Fabio Pollice 388,143. Le schede bianche sono state 7, le schede nulle 10.

Si è votato fino alle 17: alle urne si è presentato, per questo turno di ballottaggio arrivato dopo tre tornate, l’83,27 per cento degli aventi diritto, e in particolare: 168 (su 210) studenti (80%), 451 (su 546) componenti del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici (82,60%) e 516 (su 607) docenti e ricercatori (85,01%), per un totale di voti espressi di 1.135.

Le maggiori preferenze degli studenti sono andate a Campiti, docente di Analisi Matematica e componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università del Salento. Invece, Pollice, professore di Geografia economico-politica, direttore di Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo e componente della Società Geografica Italiana, ha incassato quasi 300 preferenze tra il corpo docente.

Pollice subentrerà a Vincenzo Zara a partire dal prossimo 1 novembre. “Hanno vinto l’inclusività e il senso di appartenenza alla comunità – ha commentato Zara – valori portati avanti con convinzione durante tutta la campagna elettorale e che rappresentano l’unica carta vincente in un momento in cui prevalgono, a vari livelli, visioni divisive e decisamente improduttive”.

 

 

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