Cadavere carbonizzato a Gallipoli, sarà estratto il Dna

GALLIPOLI – Il mistero sul cadavere trovato carbonizzato nella pineta di Parco Punta Pizzo rimane fitto. Pochi resti quelli rinvenuti, che rendono impossibile qualsiasi ipotesi di identificazione. Per capire se si tratti di un uomo o di una donna e per avere in mano una traccia che possa portare ad una eventuale comparazione con qualche persona scomparsa l’unica speranza è riposta nel Dna. Per questo motivo il pm inquirente, Luigi Mastroniani, nelle prossime ore conferirà l’incarico al medico legale Alberto Tortorella e al prof. Introna. La mappa genetica potrebbe essere ricavata dai denti poiché anche le ossa sono calcificate. Il resto è stato incenerito dal fuoco che domenica mattina ha distrutto la pineta del Parco Punta Pizzo a Gallipoli. Un incendio probabilmente doloso sul quale sono in corso le indagini degli agenti del commissariato di Gallipoli. Le indagini continuano per capire se la morte sia avvenuta a causa dell’incendio o se il cadavere fosse lì da tempo. Molto più probabile questa seconda ipotesi: nonostante le alte temperature raggiunte nella boscaglia, difficile che il corpo sia stato ridotto quasi del tutto in cenere. Probabilmente era lì da molto tempo ed era già decomposto. Non ci sono denunce di scomparsa recenti. Per questo si va a ritroso nel tempo per cercare di chiarire il mistero.

 

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