Operaio morto a Taranto, primi avvisi di garanzia. Otto indagati

TARANTO-Arrivano i primi avvisi di garanzia per la morte di Cosimo Massaro, l’operaio dell’ex Ilva di Taranto precipitato in mare con la gru il cui corpo è stato trovato sabato pomeriggio dopo tre giorni di ricerche. Si tratta di otto persone, tra dirigenti e capi reparto del sidedurgico. Un atto dovuto in vista dell’autopsia sul corpo dell’operaio che sarà eseguita non appena sarà conferito l’incarico al medico legale. L’accusa ipotizzata è di omicidio colposo.

Nell’area dell’incidente è scattato il sequestro dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Taranto. La Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza di interdizione alla navigazione per un raggio di 250 metri dalla sommità del molo. A coordinare le indagini è il procuratore Carlo Maria Capristo assieme ai pm Filomena Di Tursi e Raffaele Graziano. L’incidente è avvenuto mercoledì sera alle 19,30 nel porto di Taranto, nel molo di ArcelorMittal. La gru, alta più di 80 metri, in balìa del vento fortissimo, si è spezzata trascinando in mare l’operaio che si trovava nella cabina di comando. L’inchiesta dovrà accertare le responsabilità sul secondo incidente mortale avvenuto proprio su quella gru. Nel 2012 perse la vita, con la stessa identica dinamica Francesco Zaccaria di 29 anni. Il mezzo meccanico, proprio dopo quella tragedia, era stato sottoposto a manutenzione e quindi ad un nuovo collaudo.

L’incidente di mercoledi quindi non sarebbe dovuto accadere.

 

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