Liverani pronto a stupire ancora… poi si emoziona pensando a Mihajlovic

Fabio Liverani, allenatore US Lecce

LECCE (di M.C.) – Due promozioni di fila e l’inizio di una nuova sfida. Mister Fabio Liverani ha fatto il punto della situazione prima della partenza a Santa Cristina, in Val Gardena, dove il Lecce resterà in ritiro fino al 28 luglio. E non si poteva non iniziare evidenziando la grande passione che è scoppiata intorno ai colori giallorossi ed i numeri della campagna abbonamenti che volano verso il record, per parlare poi dei primi passi della squadra: “Credo che i tifosi ce lo avevano già dimostrato, non avevo dubbi sul loro entusiasmo; tutta questa passione si sta riversando sugli abbonamenti e c’è grande voglia di essere partecipi in questa nuova stagione, che sarà un percorso in salita ma entusiasmante. Abbiamo fatto un percorso eccezionale per arrivare a giocare in A; un anno fa eravamo in B e con la stessa umiltà dello scorso anno ci apprestiamo a fare questo campionato. Il ritiro per una squadra è come quando nasce un neonato; dobbiamo essere bravi a fare i passi giusti a non cadere. Va creata l’alchimia giusta, oltre al lato tecnico quello che è stato fondamentale in questi anni è stato il gruppo, e lo dovrà essere anche in A per colmare il gap con tante squadre; il gruppo sarà importantissimo per arrivare alla salvezza”.

Il Lecce ha già acquisito Vera, Benzar, Shakhov, Gabriel, Rossetini e Lapdula, ma è un mercato in definizione, manca ancora qualcosa, in ritiro si cementerà la conoscenza tra i nuovi, poi il resto verrà man mano e sul modulo ha assicurato che si partirà con il 4-3-1-2 ma poi si procederà a studiare altro. “Sui nuovi dico che se abbiamo scelto di prenderli significa che hanno caratteristiche che ci piacciono, ci sarà modo per conoscersi meglio e per cercare di esaltare le qualità e nascondere i difetti, speriamo di riuscirci subito. Sulla definizione rosa ci troviamo d’accordo direttore e proprietà; le tempistiche del mercato però sono strane; vorrei averli tutti all’inizio ma non è possibile, è importante che alla fine la rosa sia completa per come abbiamo parlato. Modulo? Partiremo dal 4-3-1-2 ma adotteremo anche un progetto tecnico diverso”.

L’attaccante Gianluca Lapadula insieme al direttore sportivo Mauro Meluso

Poi su Lapadula che è un suo calciatore e Yilmaz che è solo una trattativa ha le idee chiare: “Lapadula può giocare come prima o seconda punta, è molto duttile. Yilmaz? Faccio fatica a parlare di un calciatore che non è nostro. C’è una trattativa se andrà bene saremo felici altrimenti abbiamo altre alternative”.

Si emoziona pensando all’amico Siniša Mihajlović, che sta combattendo per vincere la partita più importante, quella della vita contro la leucemia, e risponde alla domanda con occhi lucidi e gonfi: “Questo per me è un tasto dolente non sono uno che ama esporre pensieri così personali, per me è stato un compagno ed è un amico; l’unica cosa che posso augurargli è di vincere questa battaglia per lui e la sua famiglia”.

Terza stagione in giallorosso per lui, due imprese, ma la sfida più difficile è sempre quella che deve arrivare per lui che è cresciuto tanto in questi anni e ancor di più dalla sua prima volta in A sulla panchina del Genoa: “La sfida più difficile è sempre quella che deve arrivare; alla fine del percorso vedremo se siamo stati bravi. Importante che la positività rimanga anche dopo le sconfitte; dobbiamo riuscire a rimanere attaccati al gruppo di 5 o 6 squadra e giocarcela fino all’ultimo momento importante. Penso di essere cresciuto, ho fatto esperienza grazie a questo percorso, credo di essere pronto”.

 

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