Campi e città allagati, il maltempo esaspera il dissesto idrogeologico

LECCE- Sono stati annunciati, accompagnati da un’allerta arancione, e si sono puntualmente presentati, abbattendosi con tutta la loro furia sulla provincia di Lecce. I temporali che hanno reso un incubo il sabato pomeriggio hanno aggravato ancora una volta la già compromessa situazione di assetto idrogeologico del territorio. L’intensità delle piogge, infatti, mette continuamente a dura prova la capacità degli impianti di fogna bianca – laddove ci sono – spesso incapaci di assorbire la portata degli acquazzoni, andando a trasformare le strade in fiumi. Nei centri abitati, i danni alle auto, soprattutto, sono tanti.

Ad esasperare la situazione è il fatto che in provincia di Lecce si è costruito tanto, troppo: è tra i territori italiani a più alto consumo di suolo, con tassi pari a quelli di grandi aree metropolitane, come documentato dall’Ispra, e questo ha ripercussioni dirette sul rischio idrogeologico, perché fiacca la capacità dei terreni di assorbire e drenare le piogge. Un riassetto idrogeologico è anche quello che chiedono le organizzazioni di categoria degli agricoltori, in primis la Cia, dopo l’ultima ondata di maltempo, che si prolungherà almeno fino alla prossima settimana.

Al problema allagamenti si aggiunge quello dei forti venti e delle trombe d’aria: danneggiati molti capannoni agricoli, rimesse, stalle e caseggiati rurali; sradicati alberi, strappati ortaggi e frutti dalle piante proprio nel momento della raccolta.”Gli agricoltori stanno affrontando da soli un’emergenza infinita”, dicono dalle associazioni di categoria.

 

 

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