Il ritorno del megafotovoltaico: migliaia di pannelli sui campi

BRINDISI- La stagione dei mega impianti di fotovoltaico sui terreni agricoli sembrava essere archiviata. E invece torna alla carica, con progetti che propongono l’installazione di migliaia di pannelli fotovoltaici su decine di ettari. Ancora una volta, è soprattutto la provincia di Brindisi, assieme a quella di Foggia, a vedersi piovere addosso le richieste di avvio di nuove Valutazioni di impatto ambientale.

L’impianto fotovoltaico proposto a Francavilla F.

Sono due, in particolare, quelle su cui gli enti dovranno essere chiamati ad esprimersi, per un totale di quasi 69 Megawatt di potenza. Il primo impianto è di 35 Mw, proposto dalla società Solar Italy VIII srl di Milano: dovrebbe ricoprire 49,62 ettari, suddivisi in tre impianti, tutti ricadenti nel comune di Francavilla Fontana, in località Perito, a circa 5 chilometri ad ovest del centro abitato. Lì i pannelli dovrebbero essere installati, come da relazione agronomica allegata al progetto, su particelle agricole attualmente destinate a seminativi, che sono soprattutto cereali ma anche vigneti a spalliera e oliveti tradizionali. Disterebbero cento metri, inoltre dal “Regio tratturo martinese”, bene considerato a valenza paesaggistica da tutelare. Nella zona, inoltre, sono già stati installati in passato un impianto eolico e tre di fotovoltaico, di cui uno da 8 mw. La richiesta è stata avanzata a metà giugno dalla società lombarda ed è in fase istruttoria in seno alla Provincia di Brindisi, a cui entro metà agosto poter presentare osservazioni.

Stessa tempistica per la seconda grande centrale fotovoltaica proposta, anche in questo caso da una società con sede a Milano: è la Peonia Sol srl, che ha presentato istanza di Via per un impianto in località Masseria Argentoni, nel comune di Erchie, non lontano dalla strada che collega San Pancrazio a Manduria. La potenza è di 33,6 Mw, prevedendo l’installazione di 83.972 pannelli che dovrebbero essere ripartiti in cinque sottocampi.

Un fulmine a ciel sereno, visto che per anni, dopo le inchieste giornalistiche e quelle della magistratura, di progetti di tale portata non ne sono stati più presentati. È stata quella una pagina scottante delle speculazioni che ha subito il Salento, complice anche una legislazione regionale a maglie troppo larghe e una rendita fondiaria troppo bassa, così tanto da non saper reggere al canto delle sirene di società straniere o del nord Italia che qui hanno impiantato migliaia di pannelli che restano sui terreni per almeno 20 anni. Oppure per sempre, se le dismissioni non saranno effettuate, come probabilmente accadrà.

Ora si apre una nuova pagina, da monitorare, perché arriva, tra l’altro, in un momento in cui l’agricoltura che dovrebbe presidiare la campagne è fiaccata dalla malattia degli ulivi e non solo.

 

Tiziana Colluto

 

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