Gru in mare: trovato il corpo del giovane operaio

TARANTO –  È stato ritrovato, dopo tre giorni di ricerche, interrotte più di una volta a causa delle condizioni meteo ma anche per la pericolosità delle altre gru, il corpo di Mimmo Massaro, il giovane operaio di Fragagnano precipitato in mare mercoledì mentre era nella cabina di comando di una gru. In una nota, il colosso del siderugico che ha acquisito gli stabilimenti Ilva, subito dopo l’accaduto ha fatto sapere: “A causa delle forti raffiche di vento, una gru operante sul quarto sporgente dello stabilimento ArcelorMittal Italia di Taranto, è stata abbattuta precipitando in mare e una persona risulta dispersa”. La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo sull’incidente avvenuto mercoledì sera alle 19,30 nel porto di Taranto, nel molo di ArcelorMittal. La gru, alta più di 80 metri, in balìa del vento fortissimo, si è spezzata trascinando in mare l’operaio.

A breve sarà affidato al medico legale l’incarico di qseguire l’autopsia. Indagini in corso per ricostruire la dinamica di quanto accaduto e stabilire in capo a chi siano le responsabilità.

Mimmo massaro è la seconda vittima di quella gru: nel 2012 perse la vita, in un incidente analogo, il 29enne operaio Ilva Francesco Zaccaria. Il padre di quest’ultimo ha urlato tutta la propria rabbia, appena appreso di questa nuova tragedia: “La stessa gru sulla quale è morto mio figlio. Questo fa ancora più male. Come è possibile? La risposta è il profitto” ha detto giovedì mattina, quando si è recato proprio su quel molo.

 

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