Ulivi come torce, boom di incendi: 1.500 ettari in fumo in 40 giorni

LECCE- I telefoni della sala operativa squillano in continuazione. Nella sede dei vigili del fuoco di Lecce la mole di lavoro in queste settimane è diventata impressionante. Le fiamme fanno ardere tutto ed è boom di roghi: 1.068 incendi di vegetazione si registrano già dal 1 giugno a questo 12 luglio. In fumo sono andati quasi 1.500 ettari.

Le condizioni climatiche sono cambiate rispetto allo scorso anno. Quest’anno – spiega il comandante dei Vigili del fuoco, l’ing. Giuseppe Bennardoabbiamo avuto un giugno molto caldo e il trend degli incendi è in crescita, soprattutto quello che interessa i campi d’ulivo, che ormai sono campi incolti. Per questo si propagano le fiamme e si assiste al fenomeno degli alberi che bruciano come torce durante la notte. Ma è la conseguenza dell’incendio sterpaglie”.

I numeri ufficiali documentano una forte impennata, almeno rispetto allo scorso anno e al 2016, con un trend che si avvicina pericolosamente a quello del 2017, anno nero, nerissimo, per tutta la provincia di Lecce.

C’è l’abbandono alla base di tutto. E forse c’è anche la volontà di sbarazzarsi di qualcosa che appare come troppo ingombrante. Le immagini impressionanti degli ulivi secolari trasformati in torce hanno fatto il giro d’Italia e ogni giorno è un nuovo incubo: questo lo scenario sulla statale Lecce-Maglie mercoledì sera (video diffuso sulla pagina Fb di Daniele Favale).

Luglio si preannuncia scottante: 439 incendi in appena 12 giorni, a fronte dei 629 di giugno. Nel complesso, hanno interessato 59 ettari di bosco e macchia (19 ettari a giugno e già 40 a luglio), specie lungo la costa; 92 ettari di campi coltivati (51 ettari a giugno e 41 nei 12 giorni luglio) tra cui moltissimi a ulivi; ben 1.341 (658 a giugno e 683 a luglio) di sterpaglie, la metà oliveti abbandonati.

A impressionare è la frequenza di accadimento nel Salento, una delle più elevate d’Italia.

Sono tutti fenomeni antropici – puntualizza Bennardo -. Ad agire può essere una mano volontaria di gente che intende fare dei danni oppure persone che agiscono colposamente. C’è, infatti, qui una tendenza a usare il fuoco per fare operazioni di pulizia, ma in maniera poco logica e poco controllata. Ormai è una emergenza strutturata. Una sola componente non può fronteggiare un fenomeno di questa entità, perché il Salento è una delle aree in Italia a maggiore frequenza di accadimento, nel senso che il numero dei focolai è molto elevato. Saranno anche piccoli, però tanti tutti insieme. Bisogna fare gioco di squadra con Arif, carabinieri forestali, sindaci, Protezione civile. E bisogna lavorare di prevenzione, perché tutto questo sistema che opera nel contenimento e spegnimento dei focolai ha un costo. E costerebbe molto meno fare prevenzione”.

È per questo che il comandante Giuseppe Bennardo lancia l’appello ai salentini:Abbiate più cura di un territorio così bello, perché gli incendi possono trasformarlo completamente e renderlo qualcosa di diverso. Quello degli incendi è uno dei problemi più importanti che questo territorio deve affrontare”.

Tiziana Colluto

 

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