Mimmo ancora in fondo al mare, condizioni “difficili”. Sciopera l’indotto

TARANTO- Sono riprese questa mattina le ricerche di Mimmo Massaro, 31enne di Fragagnano, il gruista di Arcelor Mittal ancora in fondo al mare, dove è stato trascinato dalla gru precipitata durante la forte tempesta che si è abbattuta sulla città mercoledì. Non una operazione semplice. Anzi, le condizioni sono ‘difficili’, a detta della stessa Guardia Costiera, a causa dell’acqua torbida e del pericolo costituito dai rottami delle gru pericolanti. La cabina è stata localizzata nel pomeriggio di giovedì, non si sa ancora se ci sia il corpo del giovane all’interno: dopo l’ordine di evacuazione e dopo aver parlato via radio con un collega, dicendogli che lì “tremava tutto”, Mimmo potrebbe aver tentato di usare la scala per scendere in emergenza. In ogni caso non ha fatto in tempo: in pochi minuti è venuto giù tutto.

Intanto, mentre i sindacati di categoria hanno sospeso lo sciopero almeno fino a lunedì, quando saranno dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, oggi incrociano le braccia i lavoratori dell’indotto ex Ilva. Il drammatico incidente dell’altra sera agita Taranto. L’operaio era al lavoro a 40 metri di altezza, al molo polisettoriale in concessione ad Arcelor Mittal ed era lì nonostante l’allerta meteo, sulla stessa gru la cui cabina, sette anni fa, nella stessa identica situazione, è caduta in mare uccidendo Francesco Zaccaria, 29 anni.

La convocazione di Di Maio, per i sindacati confederali, “deve essere l’inizio di un percorso, necessario a produrre delle scelte radicali e di cambiamento sui temi importanti quali la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini”.

Più duri i toni di Fisascat e Filcams nel proclamare lo sciopero del settore indotto per l’intero turno di oggi: “Il silenzio assordante delle aziende e istituzioni a tutti i livelli è ormai inaccettabile. Non possiamo permettere che siano sempre i più deboli e le periferie del lavoro a pagare il prezzo più alto in un settore ove l’unica discriminante è l’offerta economica più bassa. La sicurezza, lo ribadiamo con forza, è un diritto e non può essere in discussione”.

 

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