Goletta Verde: nel Salento 4 tratti di costa inquinati. Allarme a Leuca

LECCE – Cinque campionamenti su ventinove eseguiti lungo le coste pugliesi risultano fuori dai limiti di legge e di questi tre sono “fortemente inquinati”: uno nella Bat, uno nel Brindisino e l’altro a Leuca. Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso dello sbocco della vasca di Boccadoro a Trani (Bat), la foce del canale in contrada Posticeddu sul litorale Apani, a Brindisi, e il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo.

È questo in sintesi l’esito del monitoraggio svolto lungo le coste pugliesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, presentato in conferenza stampa a Bari.

Il risultato del monitoraggio è considerato positivo nel suo complesso anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio.

Su cinque punti monitorati in provincia di Brindisi, tre sono risultati entro i limiti. È risultata inquinata la foce del Canale Reale di Torre Guaceto a Carovigno e fortemente inquinata quella del canale contrada Posticeddu sul Litorale Apani di Brindisi.

Sono stati sei i punti campionati in provincia di Lecce, di cui solo uno è risultato fortemente inquinato: il canale di scarico in località Marina di Leuca a Castrignano del Capo. Soltanto 2 settimane fa proprio a Leuca la rottura delle condotta fognaria dell’impianto comunale di sollevamento e il conseguente sversamento di liquami. Sono entro il limiti di legge, invece, i campionamenti effettuati a Porto Cesareo, Nardò, Gallipoli, Otranto e Vernole, presso la Riserva Naturale Le Cesine.

Infine, sono cinque i punti monitorati in provincia di Taranto. L’unico risultato inquinato è a Palagiano, sulla foce del fiume Lenne.

Rispetto alla scorso anno non cambia di molto la situazione sul fronte della depurazione. Dei 185 impianti di depurazione pugliesi, di cui 181 gestiti da Aqp, tre continuano a scaricare nel sottosuolo e salgono a quarantaquattro quelli soggetti a scarichi anomali.

Il 23% di questi impianti continua a non essere conforme alla direttiva europea sulla depurazione, mentre procedono gli interventi di potenziamento/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene.

E.Fio

 

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