Impianto per trattamento amianto, PRA: “Confidiamo in rapido pronunciamento TAR”

SALENTO – Nella guerra tra i Comuni di San Cesario, Lequile, Lizzanello, San Donato e il Comune di Cavallino per la volontà, da parte di quest’ultimo, di realizzare un impianto sperimentale per lo stoccaggio e il trattamento dell’amianto, proposto dalla Project Resources Abestos S.r.l., interviene la stessa società: “Il progetto dell’impianto, è stato esaminato dai tecnici del Ministero dell’Ambiente, che hanno emanato un provvedimento di non assoggettabilità a VIA dello stesso. D’altronde, l’impianto in questione è assimilabile a un prototipo da laboratorio, Più volte abbiamo invitato i Sindaci delle comunità viciniori a visitare e prendere visione dell’impianto in fase di allestimento, proprio affinché si rendessero conto di cos’era realmente e per fornire loro tutte le informazioni richieste. Tali inviti sono stati sistematicamente declinati, opponendo un fermo e totale diniego. Rimane il fatto che, stante la decisione del TAR Lazio di non adottare la sospensiva del provvedimento ministeriale di non assoggettabilità a VIA, non avevamo alcun obbligo di fermarci con i lavori, tanto più visto e considerato che l’impugnativa dei Comuni ricorrenti è giunta a lavori di allestimento del prototipo già in corso, con numerose forniture di materiali, attrezzature e strumentazioni già contrattualmente concluse. La SCIA per l’impianto è stata dunque presentata al Comune in quanto gran parte delle componenti erano state già acquistate e quindi non vi era nessuna ragione per lasciarle accatastate per mesi o anni in attesa dei pronunciamenti della giustizia Amministrativa. Va detto che la SCIA è stata inviata per conoscenza anche ad ARPA e Regione Puglia. Notizie infarcite di inesattezze e luoghi comuni, nei commenti dei Sindaci dei Comuni ricorrenti, i quali, utilizzano questa vicenda per finalità e speculazioni di stampo meramente politico. Continuano ad essere diffuse falsità, come la presenza di uno stoccaggio di rifiuti in cemento-amianto a corredo dell’impianto. Evidentemente non è ancora chiaro che il prototipo sperimentale in questione può trattare al massimo qualche chilogrammo di materiale per ogni ciclo di trattamento. Viene richiamata a sproposito la sentenza con cui il TAR di Lecce nel 2016 ha bocciato gli interventi di ampliamento e ammodernamento degli impianti di gestione rifiuti di Cavallino, paragonando infrastrutture come discariche o impianti complessi di gestione RSU ad un impiantino sperimentale che è poco più di un laboratorio e che, una volta finiti i test sotto lo stretto controllo di ARPA, verrà smantellato e rimosso. Tutto ciò lascia senza parole. Alla luce dell’atmosfera irrespirabile creata da politici poco informati, si confida in un rapido pronunciamento del TAR di Lecce, possibilmente netto e risolutivo, che costituisca un precedente utile a comprendere se, in questo territorio, sia ancora possibile o meno svolgere attività di ricerca e innovazione.”

 

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