Processo Case Popolari: Zappatore: “L’amministrazione bloccava gli sgomberi”

LECCE- “Un circolo vizioso dal quale non si riusciva ad uscire”. Sandra Zappatore, direttore di Arca Sud, ex Iacp, ascoltata come teste della Procura nella nuova udienza del processo “Case popolari” in Aula Bunker, rispondendo alle domande del pm Massimiliano Carducci ha parlato di “anomalie” nella gestione delle case popolari e nell’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto regolarmente in graduatoria. “Più volte chiedevamo di accelerare i tempi delle assegnazioni perché i ritardi favorivano le occupazioni abusive- ha detto- facendo perdere grosse somme di denaro all’Ente, ma nonostante avessimo consegnato le chiavi di strutture nuove ( come quella di via Flumendosa) gli appartamenti rimanevano vuoti”. A questo si aggiungono le incursioni dell’amministrazione comunale per bloccare gli sgomberi degli abusivi. In che modo? Con interventi diretti di amministratori, come l’ex assessore Attilio Monosi, o con il mancato intervento della polizia municipale, che sosteneva di non avere competenze sugli sfratti. Tutto giustificato dal fatto che si trattava di famiglie bisognose. Tra i casi più eclatanti ricordati in aula quello riguardante il blocco dello sgombero nel 2011 di Vanessa Tornese dall’abitazione di piazzale Genova, anche questa occupata abusivamente. “E’ chiaro- dice la Zappatore- che lo Iacp aveva una linea non condivisa dal comune. Più volte abbiamo ricevuto pressioni affinché gli sgomberi venissero ritardati e attacchi anche sulla stampa per screditarci”. Il comitato degli abusivi? “Ne ho solo sentito parlare- dice Zappatore- sapevo che ogni volta che c’era uno sgombero in atto molti degli abusivi erano lì: Piero Scatigna ad esempio o Diego Monaco. Ogni anomalia comunque è stata segnalata agli organi competenti, così come il racconto di Scatigna su presunti illeciti nella gestione degli alloggi”.

Sabrina Rucco, ex compagna di Piero Scatigna, l’uomo che ha messo in moto l’indagine della Procura e della guardia di finanza denunciando il presunto malaffare nella gestione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica gestiti dal Comune di Lecce, è stata anche lei ascoltata oggi in aula. Ha confermato le accuse del marito e l’episodio dell’aggressione subita dall’uomo dopo la sua denuncia, smentendo però di essere stata minacciata prima dell’udienza che l’avrebbe vista sul banco dei testimoni”. Davanti alla Corte presieduta dal giudice Pietro Baffa molti degli imputati noti: Attilio Monosi, Luca Pasqualini, funzionari del Comune di Lecce accusati, tra l’altro, di aver dispensato favori agli inquilini delle case popolari in cambio di voti. Assistono al processo da uomin i liberi. Anche Lillino Gorgoni è tornato regolarmente a lavoro a palazzo Carafa.

 

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