Ico Tito Schipa, “somme illecitamente percepite”: indagati Gabellone e Grazia Manni. “Tutto nella legalità”

LECCE – Notificato in mattinata l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, a firma della PM Paola Guglielmi, per l’ipotesi di reato di Abuso d’ufficio, nei confronti dell’ex Presidente della Provincia di Lecce e della Fondazione Ico Tito Schipa, Antonio Gabellone, e di Grazia Manni, in qualità di Direttore Ammin istrativo della stessa fondazione. Sotto la lente del pubblico ministero, i 48mila euro che, nel corso degli anni dal 2012 al 2015, sarebbero stati illecitamente percepiti da Gabellone.

La ICO Tito Schipa è l’ente affidatario della gestione della stagione lirica tradizionale; le indagini sono volte ad accertare se Manni abbia agito in violazione della Legge 112/2010, che dispone che “lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni (quale va considerata la ICO) a soggetti che ricoprono cariche elettive, possa dar luogo esclusivamente a rimborso delle spese sostenute e che eventuali gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30,00 euro a seduta, nonché in violazione dell’art. 97 della Costituzione che garantisce il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica amministrazione”. Gabellone e Manni avrebbero agito in concorso tra loro, “Gabellone quale beneficiario delle somme, Manni quale soggetto istituzionale che avrebbe dovuto impedirne l’erogazione compiendo ogni atto necessario a tal fine, fatto illecitamente percepire al presidente Gabellone, compensi lordi annuali pari a 14.040,00 euro, relativi agli anni 2012, 2013, 2014, oltre che compensi lordi pari a 5.850,00 euro relativi all’anno 2015, per una sommam complessiva lorda di 47.970,00 euro, così intenzionalmente procurando a Gabellone un ingiusto vantaggio patrimoniale, con correlativo danno dell’ente erogatore”.

L’avvocato Francesco Baldassarre, che rappresenta l’ex Presidente della Provincia, dichiara: “Non riteniamo che sia configurabile il reato di abuso d’ufficio per il compenso modesto e forfettario percepito dall’ex presidente, in quanto la natura giuridica della fondazione non è assimilabile a quella di una pubblica amministrazione“. Ora il legale depositerà l’istanza per acquisire copia degli atti d’indagine del pm e poi si riserva o di depositare una memoria difensiva o di svolgere la propria difesa davanti al giudice delle indagini preliminari nell’eventualità in cui il pm dovesse richiedere il rinvio a giudizio.

Grazia Manni, contattata, ha detto di non essere a conoscenza della conclusione delle indagini e si riserva di sentire il proprio legale per decidere il da farsi e difendersi dall’accusa. “Ho sempre agito -ha detto- nella trasparenza e nella legalità”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*