Consorzi di bonifica, partono i ricorsi contro i fermi amministrativi

LECCE- Sessanta giorni di tempo dalla ricezione delle notifiche: tanto hanno a disposizione i salentini che si sono visti recapitare i preavvisi di iscrizione di fermo amministrativo di auto e trattori, per cartelle dei consorzi di bonifica di poche migliaia di euro non pagate.

I motivi per cui si possono impugnare ci sono tutti: sarebbero comunicazioni viziate, secondo l’avvocato tributarista Maurizio Villani, perché non rispettose del principio di proporzionalità, ribadito più volte dalla giurisprudenza: “Non si può di certo consentire che, per esempio, per un importo di 113 euro si minacci il fermo di un’autovettura che costa come minimo 20mila euro”, spiega.

Sarebbe leso anche il principio della collaborazione e della buona fede, cardine del diritto tributario: “Si dovrebbe ragionare per analogia – continua Villani – perché in tema di espropriazione immobiliare si stabilisce già che il concessionario può procedere all’esproprio se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ottomila euro. Secondo me, questo limite deve essere preso in considerazione anche per quanto riguarda il fermo amministrativo dei veicoli, come opportunamente deciso dai giudici tributari di Napoli con la sentenza n. 241/17/2012”.

Per far valere le proprie ragioni ed evitare dunque che la Soget, la società di riscossione per conto dei consorzi, proceda all’iscrizione del fermo bisogna però darsi una mossa. I ricorsi alla commissione tributaria provinciale possono essere solo individuali, non essendo ammessa class action, e prevedono una spesa di 30 euro di contributo unificato. Quel che si rischia, altrimenti, è molto peggio.

 

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