Contrabbando di alcol e truffa: indagini dal Friuli al Salento

LECCE – Coinvolti anche 5 salentini nell’operazione condotta dai Finanzieri del Comando di Udine, con militari di altri 12 Comandi, che hanno eseguito in sette regioni, un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 20 persone, ideatrici, promotrici e membri di una associazione a delinquere, attiva, da anni, in Europa, nel traffico di alcolici, che operava in 17 Paesi europei. Sarebbero stati ‘contrabbandati’ 180 milioni di litri di alcolici per una frode alle accise da 80 milioni di euro.

Per il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine al vertice dell’organizzazione c’erano un uomo del Regno Unito di 63 anni, ed un brindisino di 46 anni, Danilo Legrottaglie, anche lui residente Oltremanica. Coinvolti , ed ora agli arresti domiciliari, anche 4 uomini della provincia di Lecce: Massimo Chetta, 51enne di Taviano, Deodato De Lorenzis, 60enne di Felline ed altri due uomini di Melissano.

L’inchiesta è nata nel 2016 quando i militari delle Fiamme Gialle stavano indagando su un traffico illecito di gasolio. Il filone è però cambiato quando un uomo di Catania di 44 anni ha chiesto la disponibilità di un deposito fiscale per far passare un carico di bevande energetiche. Al controllo in dogana, però, fu rilevata la presenda di alcolici 5 volte superiore rispetto alla capienza massima. Da qui le indagini che hanno portato in queste ore agli arresti. Il meccanismo della frode era ben consolidato: le bevande venivano fatte passare per succhi di frutta per cui gli esportatori non pagavano le accise sui prodotti che venivano esportati nel Regno Unito dove queste sono anche abbastanza alte. In tutta Europa erano diversi i depositi di alcool di contrabbando. Tra i sette depositi italiani alcuni anche nel Salento, mentre uno faceva capo ad un milanese fuggito a Cuba. Diversi gli espedienti per sottrarre gli alcolici all’imposizione fiscale.

 

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