Abuso d’ufficio: Emiliano indagato per una nomina in InnovaPuglia

BARI – Notificato dalla Guardia di Finanza al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, un avviso di proroga delle indagini preliminari per presunto abuso d’ufficio. La vicenda riguarda una nomina in InnovaPuglia, società controllata dalla Regione e che si occupa degli appalti centralizzati. La notizia è pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. In particolare, è finita sotto la lente la nomina dell’ex sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, nel consiglio della società. Operazione che sarebbe stata eseguita senza considerare il decreto Severino, in base al quale non avrebbe potuto avere nomine prima di due anni dalla decadenza della carica di sindaco.  E così non sarebbe stato. Spina sarebbe diventato consigliere di InnovaPuglia a luglio 2017, cioè un mese prima della decadenza del ruolo di primo cittadini di Bisceglie. Lui è indagato anche per falso, perché avrebbe dichiarato, in un documento ufficiale, di non essere in situazione di conflitto d’interessi.

Sono dunque indagati il governatore Emiliano, Spina e Nicola Lopane, dirigente della Regione.

Ad aprile scorso, il presidente aveva già ricevuto un avviso di proroga indagini per un’altro fascicolo aperto dalla Procura di Bari, riguardante una fattura da 65mila euro pagata da due imprenditori baresi a una agenzia di comunicazione che, nel 2017, curò la campagna di Emiliano per le primarie del Pd.

“È tutto regolarissimo. Non abbiamo nessuna preoccupazione” è il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alle notizie dell’indagine sulla nomina di Francesco Spina a consigliere della società Innovapuglia. “L’inconferibilità – dichiara Emiliano – è stata esclusa dall’Anac e dagli uffici del Gabinetto del Presidente perchè Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe. La inconferibilità dei sindaci riguarda solo il ruolo di presidente con deleghe o di amministratore delegato. In caso di consiglieri di amministrazione senza deleghe non sussiste. Il reato quindi tecnicamente non sussiste”.

Se la prende, invece, con i “pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine con dettagli privi di alcun rilievo penale”.

 

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