Disordini durante manifestazioni No Tap: 46 indagati

LECCE- I reati contestati sono diversi: vanno dai danneggiamenti alla violenza contro gli agenti di polizia. E diversi sono gli episodi ricostruiti dalle indagini degli uomini della Digos di Lecce. Nelle scorse ore 46 persone sono state raggiunte da un avviso di conclusione indagini a firma del pubblico ministero Maria Consolata Moschettini. Si tratta di contestatori, alcuni residenti fuori dalla provincia di Lecce, identificati durante manifestazioni pubbliche e cortei No Tap.

Gli episodi vanno dal novembre 2017 sino a giugno 2018. Il 24 novembre e l’8 dicembre 2017  ad esempio viene contestato il lancio di uova piene di vernice contro la sede Tap durante una manifestazione nel centro di Lecce, quando furono imbrattate facciate di palazzi e colpiti gli agenti con il lancio di fiorere, bastoni e calci. Il 18 gennaio 2018 durante una manifestazione non autorizzata nel cantiere Tap alcuni degli indagati avevano impedito il passaggio dei mezzi del cantiere danneggiandoli. Vengono contestate le offese agli agenti e l’occultamento dei volti con passamontagna e sciarpe. Il 9 febbraio a Melendugno nel corso di un’altra manifestazione sono state identificate le persone che avevano bloccato il passaggio dei mezzi della vigilanza Alma Roma e delle forze dell’ordine nel cantiere con la realizzazione di barricate a ridosso dei cancelli. Viene contestata anche l’organizzazione della manifestazione contro il leader della Lega Matteo Salvini il 15 febbraio 2018 in visita nell’azienda olearia Alea di Martano e poi, sempre in quell’occasione, il lancio di uova, fumogeni e sassi e l’impedimento a diverse persone, attraverso intimidazioni e sputi, di partecipare all’evento elettorale.

Sono contestati atti intimidatori contro dipendenti dell’Alma Roma, mentre il 16 marzo, durante una manifestazione a Lecce contro Tap, ci furono imbrattamenti di edifici del centro storico. Sono stati gli autori delle  scritte in viale Oronzo Quarta, in via Cairoli, sul palazzo delle Poste, sui marciapiedi di via 95esimo Reggimento Fanteria davanti alla banca Intesa-San Paolo.

Alcuni degli indagati sono accusati di aver danneggiato irrimediabilmente i muretti a secco usando le pietre per impedire il passaggio dei mezzi al cantiere. Decine i No Tap che sono stati sorpresi a Melendugno o Lecce nonostante il divieto imposto dal questore. 46 gli indagati identificati grazie a video e riprese realizzate durante le manifestazioni, molte non autorizzate, che ora dovranno difendersi dalle accuse.

 

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