Bcc, nelle intercettazioni l’interesse di Mazzotta per i “file” della banca

LECCE- La Procura si interroga sul perché dell’interesse di Mazzotta nel conoscere delle pratiche di alcuni clienti e sui presunti interessi nell’istituto di credito e sta cercando di ricostruire il ruolo avuto da persone che risultano essere a contatto con Mazzotta e che nella banca ci lavorano. Persone alle quali Giancarlo Mazzotta si sarebbe rivolto per tirare fuori dagli uffici, violando la privacy, documenti che invece dalla banca non potevano uscire.

Intercettazioni inserite in un contesto che la procura sta cercando di ricostruire per valutare l’interesse di Giancarlo Mazzotta, sindaco di Carmiano ed esponente azzurro, imputato nel processo sulla Bcc Terra d’Otranto, per alcuni dati e pratiche di clienti. C’è anche questo infatti nelle 23 nuove intercettazioni telefoniche e ambientali depositate dal pm Carmen Ruggero durante la prima udienza nel processo sulla Banca di Credito Cooperativo Terra d’Otranto. i colloqui sono stati registrati nel 2018, a 4 anni dall’avvio delle indagini dei carabinieri del Ros. Sono quindi molto recenti e, secondo l’accusa, determinanti per delineare il ruolo avuto da Mazzotta all’interno del Consiglio di amministrazione della Banca.

Alcuni dei dialoghi intercettati sono tra due avvocatesse, una delle quali entrata in Bcc come stagista. Le due donne parlano tra loro e dai colloqui emergerebbe il forte interesse nel portar fuori dagli uffici delle pratiche da esaminare in orari non lavorativi. Mazzotta interviene sulla questione facendo capire che sarà lui ad intervenire per risolvere il problema. da un colloquio tra le due avvocatesse emergerebbe che un file è uscito effettivamene dalla banca tramite una chiavetta.

L’interesse di Mazzotta a visionare pratiche coperte da privacy emergerebbe dall’ascolto di alcune telefonate e registrazioni ambientali che i carabinieri hanno ora messo nero su bianco e che fanno parte adesso del processo. Mazzotta parla di hard dick esterni da utilizzare e di computer “macello”da rompere poi fisicamente. A cosa sarebbero servite queste informazioni considerando che Mazzotta, più volte durante la sua difesa, ha dichiarato di non aver niente a che fare da tempo con la Bcc?

Le accuse per gli imputati: oltre a Mazzotta, Luciano Gallo,Ennio Capozza, Giovanni Mazzotta, detto “Gianni Conad”; Saulle Politi e Maria Grazia Taurino sono, a vario titolo di estorsione aggravata dal metodo mafioso, tentata e consumata violenza privata, tentata concussione. I fatti si riferiscono al rinnovo del Cda della banca, avvenuto nel 2014 e sul presunto condizionamento, con modalità mafiose, da parte di un clan di Monteroni considerato facente parte della sacra corona unita, nel voto per il rinnovo delle cariche.

 

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