Abusi nel lido Salapia? In cinque a processo

SAN CATALDO- In cinque andranno a processo per i presunti abusi durante la realizzazione del Lido Salapia a San Cataldo. Lo ha stabilito il gup Edoardo D’Ambrosio al termine dell’udienza preliminare. Diversi i reati contestati a vario titolo a ex dirigenti di uffici importanti di Palazzo Carafa: abuso d’ufficio in concorso, falsità materiale in atto pubblico, occupazione abusiva di spazio demaniale, abusivismo edilizio. Si tratta di Fernando Maggiore, funzionario del comune, presidente pro-tempore della Cooperativa Dipendenti Comunali che gestiva lo stabilimento, Luigi Maniglio, dirigente del settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio e autore dei provvedimenti, Giancarlo Pantaleo, responsabile tecnico dell’ufficio Demanio Marittimo del comune, Pasquale Gorgoni, responsabile del settore Patrimonio, Giancarlo Saracino, della ditta Saracino Costruzioni. Cariche e ruoli che alcuni degli imputati avevano all’epoca dei fatti contestati.

Stralciata al momento la posizione di Claudia Branca, dirigente del settore Lavori Pubblici del comune di Lecce e titolare della concessione marittima, per un vizio di notifica nell’avviso della conclusione indagini.

La vicenda risale al 2013 e riguarda l’installazione con relative autorizzazioni di sacchi in geotessuto riempiti di sabbia nello specchio d’acqua antistante lo stabilimento oggi demolito. Secondo le indagini i lavori, sebbene di ingegneria costiera, sarebbero stati eseguiti senza la prevista verifica di impatto ambientale, di competenza regionale. Lo scopo sarebbe stato quello di limitare l’erosione marina e scongiurare il cedimento delle cabine, aumentando le file degli ombrelloni che l’assottigliamento della sabbia aveva costretto a togliere, così da aumentare gli introiti nella stagione estiva. A questo si aggiungono altre contestazioni per occupazione abusiva del demanio marittimo per ampliato fabbricati in legno, telai, pontili e altro ancora. Tra le contestazioni anche il falso, per aver alterato una planimetria. Le indagini sono state coordinate dal pm Massimiliano Carducci. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Amilcare Tana, Pasquale e Giuseppe Corleto, Andrea Sambati, Umberto Leo, Saverio Sticchi Damiani, Valerio Centonze, Andrea Conte. Il processo si aprirà il 3 luglio prossimo.

 

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