Allarme bomba a Maglie, ma nel trolley c’è spazzatura: quarto episodio in 15 giorni nel Leccese

MAGLIE- In via Don Luigi Sturzo, a Maglie, in mattinata torna la paura: proprio sul quel tratto di strada dove lo scorso 24 aprile è stato ammazzato il giovane Mattia Capocelli, sono entrati in azione gli artificieri del nucleo investigativo del comando provinciale per un trolley sospetto.

Era stato incastrato tra un palo dell’illuminazione pubblica e il muro perimetrale dell’istituto Tecnico Commerciale “Cezzi De Castro Moro”. Aperto, nel rispetto del protocollo, al suo interno in realtà conteneva soltanto spazzatura. Si tratta del quarto allarme bomba registrato nell’hinterland leccese soltanto nel giro di due settimane. Questo di Maglie, però, ha un sapore diverso. La comunità è ancora scossa e fatica a riprendersi, dacché dalla morte di Mattia, 28enne freddato da un proiettile in strada al culmine di una lite, sono trascorse soltanto tre settimane.

Tutti e quattro gli episodi di allarme bomba, dal primo maggio ad oggi, si sono dimostrati in realtà infondati. Ma il nodo resta: il fenomeno sembra alzare il passo  e la psicosi cresce. Il primo episodio risale al 3 del mese, quando gli artificieri sono entrati in azione nella zona industriale Lecce-Surbo: in un’aiula spartitraffico due dipendenti dell’Asi avevano rinvenuto una bottiglia confezionata ad arte per apparire come una bomba ma contenente in realtà materiale inerte e fili elettrici. Due giorni dopo è stata la volta di Galleria Mazzini, all’altezza della sede di Arca Sud. Anche in quel caso falso allarme: il borsone sospetto conteneva soltanto alimenti scaduti.

L’ultimo episodio risale a mercoledì mattina, quando una chiamata anonima al 112 ha segnalato la presenza di un ordigno nel tribunale di Palazzo De Pietro a Lecce, rivelatosi in breve tempo del tutto infondato. In mattinata ancora vigili urbani, carabinieri e articifieri nuovamente al lavoro per un ordigno, ancora una volta, fortunatamente inesistente.

E.Fio

 

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