Infanzia maltrattata, più rischi che servizi: Puglia fra le peggiori d’Italia

LECCE – Maltrattamento dell’infanzia, Puglia terzultima nella graduatoria nazionale elaborata da Cesvi e presentata ieri alla Camera. Territorio molto indietro sul fronte cure e servizi.

In un Sud dove il rischio legato al maltrattamento di minori è più alto e l’offerta di servizi sul territorio è carente o di bassa qualità, la Puglia si posiziana ancora una volta in fondo alla classifica.

È un paese nettamente spaccato in due quello fotografato dalla seconda edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia presentato nelle scorse ore alla Camera dei deputati e che conferma il divario tra Nord e Sud già evidenziato nel precedente rapporto.

La pubblicazione, realizzata da Cesvi, è un’analisi della performance delle singole regioni italiane nella prevenzione e cura del maltrattamento dei minori ed è il risultato dell’incrocio di 64 indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio.

Il risultato di sintesi è una classifica decrescente dove la Puglia quest’anno si piazza 17esima, ossia terzultima: nessun passo avanti e nessuno indietro rispetto al 2018.

I 64 indicatori territoriali sono stati raggruppati in sei cosidette “capacità” che chiamano in causa adulti, minori e istituzioni, garantendo così un’indagine comparata tra fattori di rischio e servizi da un lato e tra adulti potenzialmente maltrattanti e bambini/e potenzialmente maltrattati dall’altro.

Per quanto riguarda i fattori di rischio, ad esempio, la Puglia si piazza 18esima, seguita soltanto da Sicilia e Campania, mentre in cima si riconferma il Trentino. I fattori analizzati vanno dall’assetto familiare interno all’eventuale utilizzo di droghe o presenza di psicopatologie, dal livello di istruzione alla posizione lavorativa dei membri del nucleo e dunque il reddito.

Anche l’indice complessivo sui servizi regionali vede la Puglia piazzarsi sempre al 18esimo posto. Maglia nera dunque per il supporto istituzionale che il territorio fornisce alle famiglie, dai servizi ospedalieri a quello socio-assistenziali.

Il dato che emerge dal report è chiaro: i fattori di rischio qui in Puglia superano i servizi schierati in difesa dei minori.

Mentre il fenomeno prende piede e assume forme diverse, come le pagine di cronaca dimostrano, questo territorio si fa trovare impreparato e “povero”. Sì perchè per povertà – precisa il report – non si deve intendere soltanto quella economica. Poveri si è anche di sentimenti, di emozioni, di relazioni. E quando si parla di minori, soltanto fare rete – dalla famiglia alle istituzioni – rappresenta la chiave di volta per affrontare qualunque problema.

E.FIO

 

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