Processo “Case Popolari”. Gli avvocati insorgono: “Aula non adatta”

LECCE-Rinviata al 10 giugno l’udienza del processo nato dall’inchiesta sulle case popolari di Lecce. Il presidente della Corte Pietro Baffa ha accolto infatti la formale richiesta di rinvio avanzata dall’avvocato Luigi Rella, per conto di tutti i legali dei 33 imputati, per l’inadeguatezza dell’aula della Corte d’Assise.

Un’udienza che avrebbe fatto entrare nel vivo il processo nato dall’inchiesta sulla presunta indebita assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica in favore di soggetti non utilmente collocati in graduatoria e senza requisiti. Condotte che, secondo l’ accusa, sarebbero state messe in atto per acquisire consenso elettorale e che il 7 settembre 2018 hanno portato all’arresto di molti esponenti della politica cittadina: ex amministratori, dirigenti e funzionari di Palazzo Carafa nell’era Perrone. Molti erano presenti in aula: c’era Luca Pasqualini, ai domiciliari ma autorizzato a presenziare, Antonio Torricelli, Damiano d’Autilia e altri.

In aula anche l’avvocato Sandra Zappatore, direttore di Arca Sud, come teste della Procura. E’ stata ascoltata come persona informata dei fatti nel corso delle indagini. Agli atti del processo anche l’intervista che la stessa aveva rilasciato alla nostra emittente poco dopo la bufera giudiziaria e che è stata poi acquisita dalla Procura. Testimonianza rinviata, anche questa al 10 giugno prossimo in Aula Bunker, sede adatta ad accogliere il gran numero di imputati e avvocati. Arca Sud, ex Iacp, si è costituito parte civile insieme al comune di Lecce e al Codacons.

 

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