Parabita, il Tar Lazio: si doveva votare a ottobre 2018

PARABITA- Nell’immediata vigilia del rinnovo del Consiglio Comunale dopo lo scioglimento per condizionamenti mafiosi, il TAR Lazio ha annullato il decreto di proroga della durata dello scioglimento del Consiglio Comunale e della gestione commissariale, che doveva cessare dopo 18 mesi, consentendo lo svolgimento delle elezioni nella tornata elettorale «naturale», fissata normativamente al 21 ottobre 2018. Invece, con una deliberazione di settembre 2018, lo scioglimento era stato prorogato per ulteriori 6 mesi e il turno elettorale fu rinviato al 26 maggio.

Nel ricorso era stata prospettata la grave violazione di legge perché il provvedimento di scioglimento non può eccedere i 18 mesi e la eventuale proroga per ulteriore sei mesi presupponeva la sussistenza di «motivi eccezionali».

Il TAR Lazio, condividendo le argomentazioni difensive svolte dagli Avv.ti Pietro Quinto e Luciano Ancora, ha evidenziato la inesistenza degli eccezionali motivi, affermando che per giustificare una proroga occorreva «una motivazione molto rilevante per allontanare ulteriormente lo svolgersi della democrazia elettorale che caratterizza l’affidamento ordinario della gestione di un Ente locale». Nulla di tutto questo nel caso del Comune di Parabita, atteso che – come dedotto dai difensori dei ricorrenti – la proroga dello scioglimento era stata disposta su richiesta della gestione commissariale, che aveva espresso la «volontà di continuare la gestione commissariale secondo l’ordinaria attività», senza dimostrare l’esistenza di particolari situazioni di «eccezionalità» che imponessero la proroga. “Il TAR Lazio -spiegano i legali- ha «smontato» tutte le argomentazioni della proposta ministeriale”. Quinto ha espresso amarezza per una decisione che interviene “dopo la consumazione di un danno irreparabile”, e soddisfazione “per una sentenza che, con le sue affermazioni, consente ai cittadini di Parabita di andare a votare il 26 maggio nella consapevolezza della situazione di piena legalità della vita amministrativa del proprio Comune. Sta in fatto – dice – che da questa mattina i commissari straordinari non hanno alcun titolo per risiedere nel Comune di Parabita. La qual cosa ha una sua rilevanza sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista politico”.

 

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