Inchiesta Xylella: archiviazione dopo quattro anni

LECCE- L’inchiesta della Procura di Lecce su Xylella è stata archiviata. A mettere la parola fine dopo quattro anni di indagini è stato il gip Alcide Maritati sulla base della richiesta degli stessi pm inquirenti. Non hanno quindi retto i pilastri dell’inchiesta che aveva portato, il 18 dicembre del 2015 al  sequestro degli alberi di ulivo infetti per i quali era stata decisa l’eradicazione. Il provvedimento era stato disposto d’urgenza dal procuratore Cataldo Motta e dai sostituti Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci dal momento che gli abbattimenti erano imminenti ed era stato poi convalidato dal gip Alcide Maritati, lo stesso giudice che ora ha dato l’ok all’archiviazione. Tra i dieci indagati tutti gli scienziati che si sono occupati delle ricerche sulla malattia sulle quali si era basato il Piano del commissario straordinario Giuseppe Silletti, anche lui finito sotto inchiesta.

Gli elementi raccolti durante le indagini non sono stati quindi ritenuti sufficienti a fornire elementi di prova per un eventuale processo. Non ci sono stati cioè collegamenti tra i comportamenti contestati agli ex indagati e la diffusione del batterio della Xylella fastidiosa.  Nel registro degli indagati erano finiti, oltre al commissario straordinario per l’emergenza Giuseppe Silletti, Antonio Guario, già dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale di Bari; Giuseppe D’Onghia, dirigente del settore agricoltura della Regione Puglia; Silvio Schito, dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale; Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle politiche europee e internazionali dello sviluppo rurale; Vito Nicola Savino, direttore del centro di ricerca “Basile Caramia” di Locorotondo; Franco Nigro, docente di patologia vegetale all’Università di Bari; Donato Boscia, ricercatore del Cnr di Bari; Maria Saponari, ricercatrice del Cnr; Franco Valentini, ricercatore presso lo Iam.

 

 

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