Assenze, fughe e strane alleanze: è bufera nella maggioranza di Emiliano

BARI – Il governatore non c’è, un assessore della maggioranza sostiene la Lega e il Consiglio finisce per l’ennesima volta con una mancanza del numero legale. Nel palazzo di vetro di via Gentile è il caos.

Più degli atti amministrativi sono le polemiche a imperversare tra maggioranza e opposizione. A cominciare, come detto, dall’ennesima fumata nera del parlamentino. Chiamato a votare la legge sulle attività estrattive e terminato con una ingloriosa mancanza di numero legale. Esattamente come la seduta precedente. Già una prima volta si è dovuta chiedere una sospensione perché i banchi sono rimasti vuoti. Ma quasi due ore di pausa non sono servite a chiamare a raccolta i consiglieri di centrosinistra e, quindi, il disegno di legge in discussione è stato nuovamente bloccato per le troppe assenze. Mentre dalla maggioranza non arriva alcun commento, le opposizioni puntano il dito sul governatore, assente per impegni a Milano e – a loro dire – “completamente allo sbando”.

Per Marmo, Forza Italia, Emiliano e il centrosinistra “non meritano la partecipazione” del partito alle sedute del Consiglio regionale: “Devono metterci la faccia – dice – e assumersi la responsabilità di questo fallimento indecoroso del centrosinistra che governa la Puglia”.

Per i consiglieri di Direzione Italia, Emiliano è “latitante” per non affrontare due vicende: quella dell’ex forzista Massimo Cassano nominato commissario dell’agenzia regionale per il lavoro, l’Arpal, e sul quale pende una mozione di sfiducia e quella dell’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia. Quest’ultimo, infatti, ha dichiarato il suo sostegno alle elezioni europee per il candidato della Lega Massimo Casanova. E tanto è bastato per scatenare la bufera. I capannelli di colleghi attorno a Di Gioia hanno reso evidente l’imbarazzo della maggioranza e l’indignazione delle opposizioni. Se i Cinque Stelle accusano l’assessore di “occuparsi più della carriera politica che dell’agricoltura in ginocchio”, è dalla stessa maggioranza che arrivano bordate. La prima è del collega di giunta Cosimo Borraccino e del presidente di Leu Ernesto Abaterusso che ritengono incompatibile Di Gioia con l’incarico ricoperto e con l’appartenenza alla maggioranza che sostiene Emiliano, anche per la distanza ideologica tra il centrosinistra e la Lega. In serata arriva la richiesta ufficiale di dimissione anche da parte del Partito Democratico. Per il presidente Campo “la scelta di Di Gioia è incompatibile con la permanenza in maggioranza”.

 

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