Lecce: un ultimo sforzo con la spinta del Via del Mare

(Foto M. De Virgiliis)

LECCE (di M.C.) – Ripercorrendo a ritroso questa stagione sportiva del Lecce, che come “regular” terminerà l’11 maggio in casa con lo Spezia, ci accorgiamo di quanto e come fosse impensabile all’inizio parlare anche lontanamente di promozione diretta; i più audaci sognavano i playoff così per lucidare la storia della società di Via Col. Costadura.
Poi l’esordio a Benevento ed i gol di Mancosu, Falco e Fiamozzi prima del recupero sannita con Volta, Ricci e Coda su rigore; un Lecce bello che sfiora l’impresa.
Col passare delle giornate il bel gioco diventa il segno distintivo di Liverani e in classifica la squadra è sempre lì, a ridosso dal cielo, e con una certezza, potersela giocare a viso aperto con tutti.
Difficoltà tante, arbitraggi non sempre all’altezza, diverse coincidenze, la gara vinta a Carpi nel giorno del 35° anniversario della scomparsa di Lorusso e Pezzella, con gol al 35° di La Mantia, il mercato di gennaio, l’arrivo di Tachtsidis, colpo da serie A che mette ordine e qualità a centrocampo e poi l’episodio di Scavone, nella gara con l’Ascoli nel giorno della morte di Mimmo Renna, la paura, e successivamente la gioia di averlo recuperato come uomo, come atleta ha bisogno di tempo e l’acquisizione delle prestazioni sportive di Majer, per tutti sconosciuto ma utilissimo e basilare per diverse partite, fino ad arrivare alla vittoria interna col Brescia con una prestazione da grande squadra e infine il match point sprecato a Padova… è il calcio tutto questo è il calcio: emozioni a cavallo del tempo.

Padova-Lecce (foto Pinto)

Diciotto vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte, 64 gol fatti e 44 subiti, un percorso di tutto rispetto, una squadra che abbiamo nominato miss serie B perché è la più bella; unico neo troppi gol subiti, un po’ più di attenzione in difesa e qualche sconfitta non sarebbe arrivata.
Bando alle ciance però, il Lecce è ad un passo dalla serie A; adesso bisogna azzerare tutto, quello visto a Padova era il fantasma del Lecce.
Da sabato pomeriggio, 4 maggio, bisogna rimettersi in campo e ricominciare la preparazione, scaricare e mandare via tensione, paura, tossine, ritrovare la consapevolezza che basta un passo ancora, basta l’ultimo ruggito di fronte al proprio pubblico per sfondare la porta della serie A, la porta principale del calcio nazionale. Un traguardo che merita la squadra, la città, i tifosi, il Salento intero.
Liverani ritroverà Tachtisdis rientrante dopo la squalifica e dovrà valutare bene Calderoni, con la speranza di poter mettere in campo la formazione tipo contro li spezzini.
Intanto parte la prevendita (Oggi, leggi qui) dei biglietti della gara con lo Spezia, così come accaduto nella gara col Brescia la società di Via Col. Costadura ha reso noto che non saranno riconosciuti biglietti omaggio o alcuna forma di ingresso di favore, tranne ovviamente la validità delle tessere omaggio e di servizio stagionali; e dunque il Via del Mare si prepara a vestirsi a festa, ad accogliere 25mila spettatori, ad alzare il sipario sulla storia.
E se è vero che l’obiettivo iniziale non era la promozione diretta è anche vero che adesso bisogna acciuffarla a qualsiasi costo, senza scuse, per rendere questa meravigliosa stagione un capolavoro.
Se la promozione invece dovesse arrivare per una sconfitta del Palermo ad Ascoli, l’11 maggio diventerebbe soltanto una passerella per miss Lecce.
Nelle peggiore delle ipotesi i giallorossi avranno la possibilità di giocare i playoff da terza in classifica, questa è una delle ipotesi, ma l’obiettivo adesso è vincere con lo Spezia, un ultimo sforzo, senza se e senza ma.

 

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