Ecotassa, nuova guerra: tutti i Comuni contro la Regione

SALENTO- La guerra di carte bollate non è sospesa. E, anzi, c’è l’avanti tutta dei 97 Comuni contro la Regione: hanno dato mandato al legale Luigi Quinto per impugnare le determine del Settore Ambiente del 16 gennaio e del 18 marzo scorsi, con le quali viene confermata l’ecotassa in misura maggiorata sia per lo scorso anno che per il 2019.  L’incertezza regna sovrana al momento sulla questione: si è in attesa della decisione del Consiglio di Stato sull’appello proposto dalla Regione Puglia contro la sentenza del Tar di Lecce relativa all’annualità del 2014, decisione con la quale si era dato ragione ai Comuni. Nel 2017, poi, la Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale l’articolo 7 comma 8 della legge regionale 38/2011, quello che, dal primo gennaio di cinque anni, ha fissato l’ammontare dell’ecotassa per il deposito in discarica di ogni tonnellata di rifiuti solidi urbani “a partire dalla quota massima di 25,82 euro a tonnellata”. Una mazzata per i Comuni, che faticano a differenziare anche per la mancanza sul territorio di impianti di compostaggio per la frazione umida. Ma i sindaci hanno lamentato anche altro in giudizio: la determinazione del tributo regionale non ha tenuto conto del complesso trattamento a cui viene sottoposto il rifiuto raccolto nel Leccese e che alla fine produce scarti e/o sovvalli per i quali la legislazione nazionale prevede un abbattimento dell’ecotassa del 20 per cento. Tutti i provvedimenti fino al 2018 sono stati impugnati e, come detto, il Tar ha riconosciuto la bontà delle tesi portate avanti dai Comuni.  In attesa della sentenza di secondo grado, però, la Regione continua spedita per la sua strada. E le amministrazioni comunali anche. E dunque è di nuovo battaglia legale: un ricorso sarà presentato in via autonoma per lamentare la incostituzionalità della legge regionale e poi saranno allegati motivi aggiunti al ricorso individuale già presentato in passato e fondato sulla inadeguatezza degli impianti.

 

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