“Invasione di terreni”, indagati 22 No Tap

MELENDUGNO-Invasione arbitraria di terreni di proprietà della socetà Tap in concorso.E’ l’accusa dalla quale dovranno difendersi 22 attivisti No Tap che in queste ore hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini a firma del pm Donatina Buffelli. Il reato sarebbe stato commesso il 7 novembre scorso durante una delle cosiddette “colazioni resistenti”, organizzate dagli attivisti.  Tra i 22 indagati c’è il portavoce No Tap Gianluca Maggiore e Serena Fiorentino, portavoce delle Mamme No Tap, molte delle quali compaiono nella lista.

L’area è quella di Masseria del Capitano, tra Melendugno e Calimera, dove erano in corso le operazioni di recinzione e di potatura degli alberi d’ulivo propedeutiche alla realizzazione del PTR, il terminale di ricezione del gasdotto. Gli indagati avrebbero quindi, si legge nell’avviso “ invaso il terreno al fine di occuparlo e impedire ai lavoratori di svolgere le proprie mansioni in sicurezza e costringendoli dunque ad abbandonare il sito, con l’aggravante di essere in più di 10 persone“. Due di loro sono indagati anche per non aver ottemperato a quanto disposto dal foglio di via emesso dal questore nei loro confronti, e quindi la diffida ad entrare nel territorio di Melendugno per tre anni.

Le indagini sono state portate avanti dalla questura di Lecce. Molti attivisti nuovamente incriminati quindi e una vicenda, quella del gasdotto Tap, che continua a svilupparsi anche nelle aule giudiziarie, su entrambi i fronti.

Il 21 gennaio scorso nel Tribunale di Lecce l’udienza dinanzi al gip per l’esame dei periti nominati nell’ambito dell’incidente probatorio sul gasdotto TAP, mentre sono ancora in corso le indagini per il presunto inquinamento della falda che lo scorso gennaio fece scattare perquisizioni e sequestri da parte del Noe sui cantieri di Melendugno e nelle sedi della società.

 

 

 

 

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