Bullismo in classe? Niente messa alla prova, processo per il 17enne

LECCE-Ha rinunciato alla messa alla prova che lo avrebbe portato ad un percorso rieducativo e dopo i due mesi che il giudice aveva concesso per pensarci e decidere, ha preferito il processo. Il 17enne accusato di atti di bullismo verso il suo compagno di classe, difeso dall’avvocato Marco Elia, dovrà quindi dimostrare in dibattimento di non aver esercitato bullismo né atti di violenza nei confronti del suo compagno di classe. La vicenda è venuta fuori un anno fa quando la madre della vittima presentò, tramite il suo avvocato Giovanni Montagna, una denuncia. Tra le mani gli era capitato il video girato con un telefonino nella classe dell’Istituto Fermi di Lecce che il figlio frequentava: una seconda superiore. I fatti contestati dal pm Imerio Tramis nella conclusione indagini erano “atti persecutori e percosse”: calci pugni e spintonate approfittando dell’assenza dei professori nei confronti del ragazzino usato alcune volte come cancellino per pulire la lavagna.

Il gup Ada Colluto aveva concesso al ragazzo la possibilità della messa alla prova, percorso al termine del quale il giudice avrebbe potuto stabilire il non luogo a procedere. Invece il processo in abbreviato ci sarà e comincerà l’8 luglio.

 

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