Xylella, deputata Cunial espulsa dal M5s. Lei: “Diritti barattati per interessi di pochi”

ROMA- Il voto di ieri alla Camera sul decreto emergenze ha provocato una spaccatura in seno al M5s. È stata espulsa, nelle scorse ore, la deputata Sara Cunial che, contrariamente alla linea politica dominante nel Movimento, ha espresso forti perplessità soprattutto in merito agli espianti di ulivi e all’impiego massiccio di pesticidi per combattere Xylella. A Cunial ha espresso la sua solidarietà il Popolo degli ulivi. Sulla sua stessa linea in merito al decreto anche la deputata leccese Veronica Giannone.

Se difendere questi diritti vale l’espulsione, allora accetto il provvedimento in nome della Terra e della Vita che vanno difese senza più alcuna paura“, ha detto Cunial. “L’articolo 8 – ha spiegato – dimostra, ancora una volta, quanto la scienza in tutta questa vicenda Xylella non c’entri proprio nulla. Vogliamo parlare di scienza? Parliamo del 2% di piante infette da Xylella, unici dati ufficiali a nostra disposizione. Parliamo delle oltre 400 specie ospiti del batterio, non monitorati e non eradicati. Parliamo del fatto che Xylella, secondo la scienza, è presente in Puglia da almeno 15 anni e che l’evidenza empirica oltre che la ricerca scientifica ci dicono che piante colpite dal disseccamento si possono recuperare e che con il batterio si può convivere. Invece, penso che la scienza sia stata strumentalizzata ancora una volta da quel gruppo di indagati che sin dal primo giorno hanno manipolato la ricerca evitando qualsiasi tipo di scambio costruttivo che uscisse dal cerchio magico di Bari. Come dimostrano le misure messe in atto finora e sottoscritte nel decreto emergenze, fondate esclusivamente sul parere di un gruppo di indagati, smentiti da gran parte della comunità scientifica nazionale e internazionale. Quello che ho detto in Aula durante la mia dichiarazione di voto e che ripeto di nuovo, non è una mia opinione ma è quanto espresso da ben due rapporti sui Crimini Alimentari stilati dall’Osservatorio Agromafia. Perché quando si parla dall’affaire Xylella di questo si tratta. E ora, grazie a questo articolo un simile modello è divenuto replicabile in tutta Italia. Rinnovo la denuncia contro un progetto mafioso che lede la nostra Costituzione, violando l’articolo 9 che tutela il paesaggio, l’articolo 32 che tutela la salute come diritto fondamentale del cittadino ed interesse della collettività, l’articolo 41 che sancisce l’utilità sociale dell’iniziativa economica e l’articolo 42 in cui si sancisce il diritto alla proprietà privata. Diritti barattati con meri interessi economici a tutto vantaggio di pochi. In linea con quella politica che il M5S si era prefissato di combattere”.

 

 

 

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