Rischio dissesto, Salvemini contrattacca. Congedo: “Stai attento ai salvagenti baresi”

LECCE – La mia, secondo Congedo, sarebbe una predisposizione ideologica all’aumento delle tasse. Di certo la sua è una strategia di consenso delle più disperate“. Esordisce così Carlo Salvemini, candidato sindaco del polo civico, progressista e moderato. La conferenza indetta in mattinata nella sede del comitato elettorale in via Japigia arriva all’indomani delle accuse mosse dall’avversario di Centrodestra in tema tassazione locale.

Salvemini rispolvera il passato, risalendo a 9 anni fa: all’inizio del primo mandato dell’ex sindaco Paolo Perrone. “Nel 2010 – dice – parlava già della necessità di recuperare una situazione economica disastrosa per i conti del Comune, così come si evince dalla relazione allegata al bilancio di previsione. Tra i rimedi alla “situazione disastrosa” dei conti che Perrone applica -continua-  c’è anche il ricorso alla leva fiscale, con IMU, TASI e Tosap al massimo. Senza dimenticare il disgraziato procedimento di riclassamento degli estimi catastali. Le uniche tasse sulle quali è intervenuta la mia amministrazione sono Irpef e Tosap. Dunque a chi appartiene realmente la mannaia della tassazione locale?

Fare sul serio significa dire ai leccesi la verità” conclude Salvemini, in riferimento allo slogan elettorale di Congedo. Poi l’appello e la frecciatina rivolta direttamente all’avversario: “Parla con la tua voce, ragiona con la tua testa”.

E al candidato Carlo Salvemini replica a stretto giro l’avversario Erio Congedo, candidato del centrodestra: “ricordo a lui e a tutti che ieri abbiamo citato gli estremi di provvedimenti specifici, deliberazioni, regolamenti e schede tecniche. Dalla sua conferenza stampa – rimarca – ci giungono due conferme, ulteriori ma importanti. La prima è che l’ex sindaco ha operato aumenti della tassazione motivati da precise scelte politiche, conseguenti a quella non proprio coraggiosa della dichiarazione di predissesto. Una scelta più da burocrate che non da politico capace di assumersi la responsabilità di scelte forti. La seconda è che, nonostante abbia governato questa città per 18 mesi, continua a caratterizzarsi come eterno oppositore, ragionando come tale e non da amministratore. Relativamente, poi, alla riprovevole scelta di chiudere la sua iniziativa con offese personali di infimo livello nei miei confronti, la leggo come segnale di evidente debolezza. Giusto un piccolo consiglio – chiosa Congedo – quello di fare attenzione ai salvagente baresi: supporti forse utili per la composizione delle liste, ma abbracci mortali rispetto al governo della città”.

E.Fio

 

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