Il peso delle scelte

Fabio Liverani, allenatore US Lecce (foto P. Pinto)
Ottica Salomi

LECCE (M.Vecchio) – L’insostenibile leggerezza nell’essere squadra… se Milan Kundera fosse stato appassionato di calcio probabilmente avrebbe dato questo titolo al libro dedicato al Lecce. Piaccia o non piaccia, in barba anche ad una classifica in parte bugiarda, la squadra salentina sul piano delle prestazioni ha davvero pochi rivali. Merito del tecnico certamente ma non solo! I dettami sono chiari ma l’esecuzione spetta ad altri. Risulta essere determinante la scelta ed è proprio su questo aspetto che occorre fare una riflessione.

Lecce – Carpi 4-1, il gol di Tumminello (foto P. Pinto)

Una scelta può determinare un successo ma anche un insuccesso, la linea di demarcazione è davvero sottile in alcuni momenti e spesso soggetta a varie dinamiche. Non esiste nel calcio una scelta autolesionista, semmai si può parlare di difetto di valutazione. Scelta è quella dell’undici titolare che spetta al tecnico, ma scelta è anche quella relativa ai cambi in corso di partita. Il polso dello spogliatoio e le condizioni della squadra in generale ce l’ha il tecnico, è lui che valuta, osserva e decide. In questo senso Liverani sta facendo bene al netto di qualche decisione soprattutto relativa ai cambi che non ha sortito l’effetto sperato.

Attenendoci ai numeri il Lecce ha segnato meno gol di tutti con i cosiddetti panchinari, appena tre le reti messe a segno. Le firme sono di Falco a Cosenza, Tabanelli a Palermo e Tumminello contro il Carpi. I cambi possono fare o non fare la differenza e non è certo nel fattore gol che si determina un cambio azzeccato. Nel complesso ma non in toto le scelte di Liverani danno ragione al tecnico. Scelta però è anche quella di cercare di attuare il solito gioco senza qualche elemento determinante nella sua funzionalità di uomo squadra. Riferimento a La Mantia. Scelta forzata la sua assenza contro il Carpi e decisamente pesante sul piano della prestazione complessiva della squadra. I numeri pero’ smentiscono. Senza l’attaccante il Lecce ha conquistato 10 punti sui 12 a disposizione, in 4 gare segnando 11 gol. I numeri dicono quindi che non è determinante ai fini del risultato ma la prestazione corale con o senza la punta giallorossa è sotto gli occhi di tutti. Scelta è quella di vedere Bleve salvare il risultato con due grandi interventi nel primo tempo contro il Carpi per poi sapere subito che Vigorito sarà nuovamente al suo posto nel match successivo scontata la squalifica.

Lecce-Carpi 4-1, il gol di Falco (foto P.Pinto)

Scelta è anche quella di adattare anche in caso di emergenza un giocatore nel ruolo di esterno basso a sinistra sacrificando Di Matteo sempre più oggetto e caso misterioso di questa squadra. Scelta è anche quella di Marino che non tira da posizione invitante ma piuttosto serve Venuti che realizza oppure che guadagnato il fondo non crossa alto su suggerimento di Liverani perché Falco e Palombi non hanno qualità per il gioco aereo. Scelta infine è anche quella di Falco che talvolta disubbidisce al tecnico per assecondare la sua indole indomabile di fantasista, ma al genio si sa è difficile dare delle regole. Una scelta è tale perché presuppone un’alternativa che non si sa se possa essere quella giusta. Scelta è anche quella di qualche direttore di gara che non vede ciò che per altri è fin troppo evidente. La scelta giusta è certamente rispettare questa squadra per ciò che sta dimostrando.

 

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