Aqp, tornano a lavoro i letturisti. Ma l’obiettivo resta l’internalizzazione

BARI – E’ il primo giorno da disoccupati per i 42 letturisti di Acquedotto Pugliese. E lo hanno passato con bandiere e fischietti alla mano per far arrivare ai piani alti della società controllata della Regione Puglia, tutto il loro rammarico. L’appalto dell’azienda è stato revocato e per tutti la conseguenza è stata il licenziamento. Ma con questo sit-in sono arrivate le prime risposte. Il 29 aprile si ricomincia a lavorare perché – è stato comunicato dalla società in un incontro con la direzione del personale – per i prossimi sette mesi, il residuo del contratto in essere, sarà la seconda classificata a proseguire i lavori. Riassorbendo tutti i letturisti.

Due le garanzie richieste dal sindacato: oltre alla ripresa del lavoro, anche il rimborso ai lavoratori, secondo le tabelle Aci, che dovessero svolgere le mansioni con mezzi propri se l’azienda appaltante non è autosufficiente.

Ma su tutto c’è la richiesta principale: quella di internalizzare il servizio. “Riconoscono che comunque ci sarebbe un risparmio economico che, come diciamo da tempo, sarebbe di 2 milioni di euro in tre anni. Ma pongono il problema della burocrazia – ha commentato a margine Franco Giancane, coordinatore Filctem Cgil Puglia – è necessario fare una deroga alla delibera della pianta organica e questa deroga deve essere approvata prima dal Consiglio di Amministrazione e poi dalla Regione Puglia. Noi riteniamo che quando c’è la volontà tutto si possa fare”.

Aqp, riferiscono i lavoratori al termine dell’incontro, ha fatto sapere di aver avviato dei tavoli tecnici per valutare la fattibilità dell’internalizzazione e se, come ritenuto dal sindacato, si risparmierebbero 2 milioni di euro su un appalto che oggi ne costa poco più di 9 milioni di euro.

 

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