Inchiesta Asl Brindisi: i fari restano accesi

BRINDISI – Un’altra pagina di scandali nella sanità pubblica è stata scritta a Brindisi, grazie al lavoro svolto dagli uomini della Squadra Mobile, su indicazioni della Procura della Repubblica.

A conclusione di indagini andate avanti per tre anni, adesso in nove rischiamo il rinvio a giudizio nell’udienza preliminare fissata per il prossimo mese di giugno. Tra di loro, l’ex direttore amministrativo dell’Asl di brindisi Giovanni Giannoccaro, il noto imprenditore edile fasanese Nico Carparelli, l’ex direttore amministrativo dell’ospedale Perrino Angelo Campana, Angelo Rampino e Aniello Miglietta, in tempi diversi amministratori della società Altea, nonché i i legali rappresentanti di società onlus con sede a Mesagne.

I reati configurati dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro vanno dalla corruzione alla truffa ed al falso. L’imprenditore edile ed un ex dirigente dell’Asl avrebbero esercitato pressioni sulla struttura finanziaria della stessa Asl per far liquidare fatture relative a lavori ancora non completati nel presidio ospedaliero di Francavilla Fontana.

C’è chi è convinto, in ogni caso, che questo sia solo un troncone dell’inchiesta, visto che i fari sulla sanità pubblica brindisina non si sono ancora spenti.

 

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