Incatenati alla darsena di San Cataldo: pescatori chiedono intervento commissario

LECCE – Hanno subito l’invasione delle alghe, il ritardo nell’affidamento dei lavori, poi problemi giudiziari della ditta aggiudicataria. Eppure è solo gente che ha voglia di tornare al lavoro. Sono i pescatori di San Cataldo, che hanno perso da tempo la loro “casa”, la darsena. E che oggi proprio lì si incatenano in segno di protesta. La loro è più che altro una richiesta al commissario prefettizio Sodano, che oggi governa Lecce: spetta a lui affidare i lavori alla ditta seconda classificata nella gara d’appalto, che si sostituirà alla prima, fermata da una interdittiva antimafia. Nei giorni scorsi, la Regione Puglia ha dato l’ok al dragaggio del bacino della darsena e al riutilizzo delle alghe per il ripascimento dunale. Ma i lavori sono fermi, finché il commissario non firmerà il contratto d’appalto. Solo allora il cantiere potrà riaprire. A parlare è Franchino, il pescatore che festeggiò il 25esimo anniversario di matrimonio proprio davanti alla darsena: “Da qui -dice- non mi muovo”.

Era sul posto anche Gianpaolo Scorrano, già consigliere comunale di centrodestra a Lecce: “Auspico che la protesta serva a sbloccare una situazione insostenibile per i pescatori e per i tanti residenti, commercianti e fruitori della marina di San Cataldo. Sono stati commessi tanti errori che hanno portato alle attuali condizioni della Darsena: d’ora innanzi vigileremo tutti affinché tali errori non si ripetano ed i lavori procedano secondo cronoprogramma. Attendiamo fiduciosi che il Commissario Prefettizio dia, quanto prima, il via all’impresa seconda classificata restituendo, così, dignità alla marina e ai pescatori che hanno perso il proprio lavoro”.

 

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