Pescatori fermi in porto: terrore delle multe “europee”

GALLIPOLI- La loro posizione è questa: se si adeguassero alla normativa europea, che prevede maglie delle reti molto più larghe rispetto a quelle da loro da sempre utilizzate, i pesci piccoli, quelli tipici della pesca tradizionale nostrana, non verrebbero catturati.  I pescatori gallipolini, circa 150, sono fermi in porto per il terrore delle multe comminate al largo dai commissari europei che da giorni, a bordo di un pattugliatore, controllano e sanzionano per migliaia di euro chi non è in regola.  Se da un lato le reti a maglie strette rischiano di “tirare su” anche uova e “neonati” creando un rischio di svuotamento del nostro mare, dall’altro dovremmo dire addio alla frittura di paranza e ai gamberi rossi di Gallipoli, perché pesci e crostacei di piccolo taglio sfuggono alle reti, per così dire, europee.

Il sindaco di Gallipoli (e presidente della Provincia di Lecce) Stefano Minerva parla di una “via di mezzo” che permetterebbe di tutelare ambiente e pescatori. Per questo è già in contatto da due giorni con Regione e europarlamentari, con l’obiettivo di intervenire in deroga alla direttiva. Nel frattempo, i pescatori stanno valutando di fermarsi definitivamente e consegnare le licenze di pesca alla Capitaneria di Porto. In forma di protesta e per manifestare la propria disperazione.

 

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