Xylella, la proposta di Emiliano a Conte: piano triennale di ricostruzione

LECCE- Ha voluto essere fisicamente al fianco degli olivicoltori in presidio a Lecce. Decine i trattori ed i mezzi agricoli che sin dall’alba sono giunti in piazza Mazzini per manifestare il proprio disagio a causa del drammatico problema relativo alla Xylella. Sul quale Emiliano ha le idee chiare per un’azione immediata. Vuol fare una proposta al presidente del Consiglio, che nella giornata di domenica sarà proprio a Lecce: un piano triennale da 500 milioni di euro. Si tratta, ha spiegato Emiliano, di “una mobilitazione di tutta la regione Puglia che non può più accettare l’indifferenza dell’Unione Europea e del Governo rispetto ad una tragedia che sta cambiando la vita di migliaia e migliaia di persone e sta rendendo impossibile la sopravvivenza di tantissime famiglie”.

“Noi – ha continuato il Presidente della Regione – abbiamo lanciato una proposta: un piano triennale da 500 milioni di euro che ricostruisca il paesaggio del Salento e restituisca all’olivicoltura salentina una speranza e un futuro. Non si tratta di una somma enorme per la Repubblica italiana, in altre aree del paese al Nord sono state stanziate risorse anche superiori. Quindi è uno sforzo che si può fare e si deve fare”. “Si tratta di una richiesta – ha evidenziato Emiliano – che ovviamente diremo al Presidente del Consiglio Conte in visita domani qui a Lecce e che riceverà una delegazione degli olivicoltori. Noi non lasceremo questo presidio fino a che queste richieste non verranno accolte. Si tratta davvero di qualcosa di importante. È una vicenda che riguarda tutto il popolo pugliese e tutto il popolo salentino: gli agricoltori stanno combattendo non solo per se stessi ma per la loro terra”. “La Regione Puglia – ha concluso Emiliano – sta facendo uno sforzo enorme, abbiamo messo a disposizione in questi tre anni 110 milioni di euro. Mi auguro che il Governo nazionale faccia la stessa cosa e accetti questo piano di ricostruzione del Salento e dell’olivicultura salentina”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*