Interdittiva antimafia per Gial Plast

TAVIANO – Notificata nelle scorse ore un’interdittiva antimafia a Gial Plast, azienda di raccolta e gestione dei rifiuti, con sede nella zona industriale di Taviano e con interessi in tutto il Salento e la Puglia, fino a Sannicandro Garganico. Il provvedimento è stato emesso dalla Prefettura di Lecce; dopo diverse riunioni preliminari, l’iter si è concluso con la firma del documento. L’informativa è di carattere cautelare e preventivo: in un’ottica di bilanciamento tra la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica da un lato, e la libertà di iniziativa economica, dall’altro, mira a prevenire tentativi di infiltrazione mafiosa tesi a condizionare le scelte e gli indirizzi della Pubblica Amministrazione. La Gial Plast è aggiudicatrice di appalti dal sud Salento al nord della Puglia. Nelle prossime ore, la Prefettura, di concerto con Raffaele Cantone, presidente dell’Anac -Autorità nazionale anticorruzione, provvederà alla nomina di commissari che governino la società in attesa di verifiche e approfondimenti, affinché non venga interrotto il servizio pubblico svolto. Intanto, la società interviene con una nota:

“Il Prefetto ha ritenuto sintomatico del tentativo di infiltrazione mafiosa la presenza nell’organico della società, che consta di circa 500 dipendenti, di alcune unità (circa 30), in parte attinte da condanne penali risalenti nel tempo per reati cd spia del condizionamento mafioso, in parte incensurati ma ritenuti comunque contigui alla criminalità organizzata, in parte con precedenti penali generici. Un ulteriore elemento è stato desunto dalla pendenza di procedimenti penali a carico di uno dei tre amministratori della società, in parte definiti con sentenza di non luogo a procedere per prescrizione, in parte con assoluzioni per insussistenza del fatto, ed uno ancora in fase dibattimentale.

La società ha incaricato gli Avv.ti Luigi Quinto e Michele Bonsegna di predisporre ogni iniziativa utile a ristabilire la verità dei fatti e la estraneità della ditta ad ogni tentativo di infiltrazione mafiosa”. “Il primo passo, ha dichiarato l’Avv. Quinto, sarà quello di esaminare tutta la documentazione su cui si fonda il provvedimento, dopodiché proporremo, comunque in tempi brevi, ricorso davanti al giudice amministrativo avverso il provvedimento che riteniamo, comunque, fin da ora, ingiusto e sproporzionato avuto riguardo alle circostanze segnalate dalla Prefettura e che finisce con il punire una società che nel corso della sua storia imprenditoriale si è contraddistinta per correttezza e trasparenza dei comportamenti, oltre che per la qualità dei servizi erogati. Non è stata ad esempio adeguatamente valutata la circostanza per cui la quasi totalità dei dipendenti segnalati come controindicati sono stati assunti dalla società per effetto della cd clausola sociale che impone al nuovo gestore de servizio il riassorbimento del personale della ditta uscente”.

 

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