Salvemini-Delli Noci: “La partecipazione non è il voto alle primarie”

LECCE- “Io e Alessandro ci somigliamo più di quanto i nostri avversari tentino di smentire”. Carlo Salvemini chiude così la prima fase della campagna elettorale che, da sindaco uscente, per il centrosinistra e civiche, ha avviato con Alessandro Delli Noci, con i tre appuntamenti di “Partecipa”, per la costruzione del programma elettorale. Nella villa comunale, l’ultima giornata, colorata, a mo’ di festa, e con un occhio rivolto anche alle primarie del centrodestra in svolgimento.

E’ toccato a Delli Noci il discorso di apertura: “A chi ci chiede come mai organizziamo una festa prima di vincere – ha detto – rispondiamo: questa giornata di partecipazione è già una vittoria. La partecipazione non è il voto alle primarie: è impegno, amore e passione. Non uno slogan. Per troppo tempo il destino di questa città è stato relegato nelle mani di pochi. Qualcuno, che si appassiona a fare distinguo tra le sponde politiche (vera destra e vera sinistra), adesso dice di rappresentare il cambiamento solo per essersi affacciato nel civismo. Dice che il civismo avvolge. Eccolo qui il vero civismo: coinvolge, non avvolge. È diverso”. Ed è questo un chiaro affondo a Gaetano Messuti, competitor alle primarie del centrodestra.

“In vista di stasera – ha rimarcato Salvemini nel discorso di chiusura – sono in attesa di vedere quanto accadrà. Per noi gli avversari non sono le persone ma i problemi della città e con quelli ci misureremo a prescindere da chi si sceglierà di rappresentare il centrodestra unito/forse”.

Nelle giornate di partecipazione, i cittadini sono stati chiamati a esprimersi su otto temi fondamentali: Cittadinanza attiva, Periferie sociali, Mobilità Urbana Sostenibile, Attrazione turistica, Vocazioni e visioni della città, Trasformazioni e innovazioni urbane, Pratiche, spazi e gestioni culturali, Ambiente e salute pubblica.

“Lavoreremo insieme da qui in avanti. Dalla seconda settimana di aprile – ha ribadito Salvemini – entreremo nella fase nuova della campagna elettorale. Siamo stati e siamo per strada. In 18 mesi siamo riusciti a tirar fuori cose belle di cui sono orgoglioso. Si poteva fare di più? Sì. Meglio? Sì. Abbiamo commesso errori. Se tornassi indietro farei tante delle cose che ho fatto perché so che i miei amministratori e consiglieri hanno condiviso lo spirito pubblico che è la vera carta d’identità della mia amministrazione”.

E poi ha rimarcato le differenze: “Dall’altra parte c’è un patto di potere come sostantivo, come comando, dominio. Qui c’è un patto per il potere come verbo servile: potere cambiare, poter trasformare, potere migliorare”.

 

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