NoTap, due anni dopo: la protesta resiste ancora

MELENDUGNO- Quei giorni di marzo 2017 non si possono dimenticare: non sono un ricordo, per loro sono il monito per continuare ancora, per non smettere di urlare che no, loro la costruzione del gasdotto Tap non la condividono, né a Melendugno né da un’altra parte.

Gli attivisti noTap sono tornati in strada, questa mattina, a due anni da quei giorni di avvio del cantiere, per denunciare quelle che a loro avviso sono le incongruenze dell’opera ma anche per rimarcare il “tradimento” politico che hanno ricevuto dopo aver sperato davvero in un cambio di passo con il governo a trazione M5s. Anche per questo non accettano le scuse fatte nei giorni scorsi dal presidente della Camera Roberto Fico.

La partenza era fissata alle 10 nei pressi del campo sportivo. Circa 500 persone non hanno rinunciato al corteo che ha attraversato la provinciale, via dei Basiliani, via Cimitero, via Vicinale San Niceta, per giungere fino al cantiere di San Basilio, lì dove tutto ha avuto inizio due anni fa e i lavori continuano, mentre si attende il prossimo passo della magistratura dopo l’esame dei periti nell’ambito dell’incidente probatorio. La loro relazione è stata chiara: l’opera non andava sottoposta a direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti, però avrebbe dovuto essere prevista una valutazione di impatto unitaria almeno di massima rispetto al metanodotto di interconnesione Snam, che collegherà Tap da Melendugno a Brindisi.

La contestazione non intende fare passi indietro: c’è differenza se un’opera viene costruita nel silenzio o nella disapprovazione del territorio.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*