Consiglio regionale, la faraonica nuova sede è scomoda. Tornano gli operai

BARI – Bella? Non per tutti. Comoda? Per nessuno. Eppure è costata qualcosa come 87 milioni di euro. La nuova sede del Consiglio regionale continua a far discutere, nonostante l’attività ormai sia cominciata a pieno regime e l’addio alla storica sede di via Capruzzi sia definitivo. Perché tutte le obiezioni mosse durante la prima seduta dell’assise nel nuovo palazzo di vetro, e di cui vi demmo notizia, sono state accolte. Si torna a lavorare.

Lo scorso 24 febbraio, infatti, i consiglieri e per la verità anche il pubblico notarono con perplessità l’aula che, nell’immaginario comune, doveva essere il clou. E invece: l’aria condizionata direttamente tra capo e collo ha costretto qualche consigliere a munirsi di berretto di lana. E se qualcuno pensava di poter progettare le trdizionali fughe di metà seduta, è rimasto deluso giacché lo spazio tra i banchi è così poco che l’ultimo della fila è costretto a far spostare tutti per poter uscire.

Ora, a parte l’ironia dell’impedire così la caduta del numero legale – che poi tanto ironico in realtà non è – il problema esiste. Ed è pure paradossale giacché nella vecchia sede c’erano spazi e arredi decisamente migliori. A nessuno è passato inosservato, infatti, anche il lato estetico. Minimal, certamente, senza troppi fronzoli, ma forse un po’ troppo visto il prezzo dell’opera e visto che si tratta pur sempre della massima assise regionale. Non va meglio tra il pubblico dove i posti a sedere sono davvero pochi e lo spazio è veramente ristretto.

Dunque, si torna punto e a capo. O quasi. Si torna comunque a mettere mano alla sede e non appena sarà approvato l’ultimo provvedimento della sessione estiva che – in teoria – dovrebbe essere l’assestamento di bilancio, torneranno nella sede operai, trapani, martelli e quant’altro per tentare di rendere un po’ più comoda la faraonica sede. E chissà quanto costerà questa nuova modifica.

 

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