Xylella, accoglienza rabbiosa a Di Gioia: Coldiretti va via. Mercoledì trattativa con il Governo

QuattroStelle

LECCE – Fuori campeggia la bandiera di Coldiretti, trattori, pale meccaniche e una montagna di legna di ulivi effetti da Xylella. Dentro, nella sede provinciale della Regione, l’incontro tra il mondo olivicolo e l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia che, però, partorisce un nulla di fatto. L’unica cosa che soddisfa tutti, ma proprio tutti, è l’aggiornamento del tavolo tecnico fissato per lunedì prossimo a Lecce, e non a Bari, anche alla presenza del Governatore Emiliano. Dunque il dialogo sul caso Salento, come richiesto più volte, si sposta nel capoluogo.

In apertura Di Gioia fa il punto della situazione,l’ennesimo monologo inconcludente” tuona subito Coldiretti, che dopo meno di mezz’ora abbandona il tavolo, tornando a chiedere la testa Di Gioia.

Il confronto, intanto, dentro procede alla presenza dei rappresentanti di Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative e Lagacoop (riuniti sotto il nome di Agrinsieme). Rispetto a Coldiretti, come è noto, la loro posizione è politicamente più morbida. Hanno rimarcato le istanze su risorse insufficienti, vincoli paesaggistici, procedure di espianto e reimpianto, nella convinzione che tutto sia nelle mani  principalmente al Governo e che il decreto debba essere rivisto proprio su questi aspetti.

Intanto, al margine della riunione, Di Gioia corre ai ripari, in primis difendendosi. “Non c’è nulla che la Regione abbia lasciato di intentato” dice. “Chiedere le mie dimissioni è un atto strumentale” inclaza. Mercoledì, intanto si torna a trattare con il Governo sulle lacune del decreto evidenziate dal mondo olivicolo, la cui protesta (come nei giorni scorsi) andrà avanti ad oltranza.

Nelle stesse ore il Presidente della Regione risponde alla richiesta di incontro avanzata dai sindaci del Salento che lunedì scorso si sono radunati a Palazzo dei Celestini. Lunedì prossimo, dunque, al tavolo tecnico sono convocati anche loro, insieme al Presidente della provincia Minerva.

E.F.

 

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