Impennata di diossina a Taranto: nuovi dati e nuovo allarme

TARANTO- Se Taranto fosse una città della Germania i limiti di diossina sarebbero stati superati anche di quasi sette volte. Questo dicono i nuovi dati relativi agli ultimi mesi del 2018 resi noti durante la conferenza stampa del consigliere comunale Vincenzo Fornaro e del presidente di Peacelink Alessandro Marescotti.

La città è ancora agitata dal vento della protesta e le rassicurazioni giunte anche dal governo sul rispetto dei limiti di legge non bastano. Perché è nelle maglie larghe della legislazione italiana che gli inquinanti si infilano. E spaventano. I dati sono quelli relativi al deposimetro della masseria Carmine (sita a 2 chilometri e 200 metri dall’impianto siderurgico di Taranto). Rispetto ai primi cinque mesi del 2018, quando i valori erano intorno a 1,30 pg/m2 al giorno, la diossina ha subito un’impennata considerevole: 10,68 pg/m2 a luglio; 13,17 a settembre; fino ad arrivare a 27,3 a ottobre. Le analisi degli ultimi due mesi non sono ancora disponibili.

“Tali dati cumulano le diossine, i furani e i PCB dioxin like e ne quantificano la tossicità equivalente”, spiegano Marescotti e Fornaro. In Germania, la media annua concessa per le deposizioni di queste sostanze nelle aree di pascolo è di 4 pg/m2 die, valore ripreso in passato da Arpa Puglia nel 2014.

 

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