Spaccio di droga in città, armi ed estorsioni. 18 indagati

QuattroStelle

LECCE- Spaccio di droga, detenzione di armi e minacce. Porta la firma del Procuratore Aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi la conclusione indagini a carico di 18 persone a cui vengono contestati diversi reati.  Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Lecce e riguardano episodi avvenuti tra il 2010 e il 2015, anni durante i quali  ci furono anche  alcuni arresti confluiti poi nello stesso fascicolo. Tra questi diverse cessioni di droga, cocaina, eroina, hascish e marijuana, tutte documentate, ed estorsioni nei confronti di chi non saldava i debiti.

Ecco i nomi degli indagati: Josè Bruno Acquaviva di Lecce, Valerio Casarano, di Lecce; Davide Corlianò, detto “pili russu”; Angelo Corrado detto “uomo di mare”, di Frigole; Antonio Sebastian Dell’Anna detto “sebi”di S. Cesario; Danilo De Tommasi di Lecce; Fernando Elia detto “poldo” di Lecce; Massimiliano Elia detto “Massimo” di Lecce; Giuseppe Guido, di Lecce; Cristian Leopizzi di Lecce; Carmine Mazzotta detto “Carmelo o ruessu” di Lecce; Salvatore Muscella di Casarano; Lorenzo Paladini di Lecce; Nicola Pinto detto “nico” di Lecce; Stefano Rizzato di Lecce; Andrea Santoro  di Lecce; Davide Solazzo di Lequile; Michael Virgulto di Lecce.

Secondo le indagini Massimiliano e Fernando Elia, entrambi detenuti, erano a capo del sodalizio  che provvedeva all’approvvigionamento della droga che veniva poi venduta sul mercato leccese in un’attività giornaliera di spaccio con una precisa ripartizione dei compiti e zone: in alcune abitazioni nel quartiere S. Pio, nei pressi di un supermercato della zona, nelle vicinanze di una bar sulla circonvallazione e dell’Obelisco. Il provento dell’attività  di spaccio serviva anche ad agevolare l’associazione mafiosa  di appartenenza di alcuni degli indagati, ovvero il clan Briganti. Sono stati documentati anche episodi di violenza e minacce nei confronti di alcune persone che, per pagare debiti di droga erano state costrette a consegnare la propria auto e un furgone.

Mariella Costantini

 

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