Mancosu: “Rispolveriamo il blasone, finalmente”

Marco Mancosu, 30 anni, centrocampista del Lecce

LECCE – (di Tonio De Giorgi) Contro l’Hellas Verona non ha segnato, ma ci ha messo lo zampino offrendo a La Mantia, come al Bentegodi, l’assist per il primo gol. Marco Mancosu, insieme all’attaccante giallorosso, nella doppia sfida contro i gialloblu, si è esaltato. “Ma a me  e alla squadra interessa far parlare del Lecce – afferma il centrocampista giallorosso -, far notare che il Lecce, che per tante stagioni ha militato in Serie A, è tornato. Poi quello che sarà il risultato finale lo dirà il campo. Quella società blasonata, però, sta tornando”. Anche se la quota salvezza è stata raggiunta matematicamente martedì sera, già a gennaio la società aveva indicato un altro traguardo. “I nostri obiettivi sono cambiati – continua -, però non possiamo fare proclami, siamo una neopromossa e dobbiamo volare bassissimo, i prossimi due mesi saranno importanti, ma ragioniamo una partita per volta, poi dopo ci guardiamo dietro e vediamo dove siamo arrivati. Se vogliamo dare un’impronta precisa a questo campionato non dobbiamo guardare in casa d’altri e ai loro problemi”. Sabato il Lecce affronterà il Palermo l’unica squadra ad aver battuto, finora, i giallorossi al Via del Mare. “Sarà una partita difficile perché è la squadra più forte del campionato – aggiunge -, poi alcune vicissitudini l’hanno risucchiata nel gruppone, insieme a noi, però sono i più forti per individualità, ma noi compensiamo con altro. I problemi di una società non hanno mai fatto vincere un’altra squadra. Ci aspettiamo un avversario molto arrabbiato, sappiamo che dovremo andare oltre le nostre possibilità. La sconfitta dell’andata brucia, ma ci può stare. Lungo un percorso di crescita ci possono stare queste partite; la sfida del Via del Mare fu decisa da una giocata del singolo, la partita fu molto equilibrata, ma alla fine la differenza la fanno i calciatori”.  Una squadra, quella di Liverani, che adesso lavora anche per favorire gli inserimenti degli ultimi arrivati. “Per Tachtsidis parla la sua carriera, non lo scopro certamente io. È un grandissimo giocatore – sostiene -. Majer, invece, mi ha sorpreso: si è integrato benissimo, gioca con semplicità e non si inventa niente; per la nostra squadra giocare a due tocchi è fondamentale, quindi lui è perfetto per noi”. Nella propria carriera Mancosu ha affrontato solo una volta il Palermo. “L’unica volta che l’ho incrociato ero in panchina, non è un bel ricordo, perdemmo 5-1, era il Palermo di Miccoli. Tra gli avversari di sabato, invece, troveremo Luca Fiordilino, nostro ex compagno e bravissimo ragazzo”.

 

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