Abusi in chiesa, il vescovo Seccia ha già inasprito provvedimenti di un anno fa

LECCE- I provvedimenti nei confronti del prete che ha ammesso abusi, avvenuti alla fine degli anni ’80 su un uomo oggi adulto, sono stati già assunti da Mons. Michele Seccia più di un anno fa.

“Si rende noto che l’arcivescovo Michele Seccia, informato del caso all’indomani del suo insediamento a Lecce, avvenuto nel dicembre 2017, ha imme­diatamente adottato nei confronti del sacerdote in questione tutti i provvedimenti cautelativi consentiti dalla normativa ecclesiastica vigente”. Lo fa sapere il suo portavoce Vincenzo Paticchio, che aggiunge: “Insinuare il sospetto che l’arcivescovo, venuto a conoscenza delle circostanze rife­rite nella telefonata, abbia anche solo tentato di coprire eventuali abusi, costituisce una grave distorsione della realtà. A seguito dei recenti sviluppi, infatti, mons. Seccia ha provveduto a rendere ancor più rigide e perentorie le misure già adottate nei confronti del sacerdote. Pertanto egli, nel prendere ancora una volta le distanze da quanto dichiarato da quest’ultimo nel corso del colloquio telefonico captato, si riserva di adire le vie le­gali contro chi ha osato (o oserà) mettere in dubbio la sua correttezza, sostenuta da iniziative concrete e documentate, e contro chi ha tentato (o tenterà) di offendere il suo nome e quello dell’Istituzione che rappresenta”.

 

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