Intercettazioni Marti: decisione rinviata. Si attende il parere della Presidenza della Camera

ROMA-Sarà discusso la prossima settimana dalla Giunta per le Autorizzazioni a Procedere l’esame del documento riguardante il senatore della Lega Roberto Marti, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Lecce sulle case popolari. Durante la riunione di Giunta, il presidente Andrea Delmastro delle Vedove, ha dichiarato di aver informato il presidente della Camera delle risultanze del dibattito svoltosi nella seduta precedente, rimettendo alla sua valutazione l’opportunità di nuove interlocuzioni tra Camera e Senato sul tema del riparto di competenze tra i due rami del Parlamento. La Giunta sarà riconvocata soltanto alla luce delle decisioni della Presidenza della Camera e dovrà autorizzare o meno le intercettazioni del senatore, ovvero del contenuto delle telefonate intercorse tra lui, che non era direttamente intercettato, e gli ex assessori comunali Attilio Monosi e Luca Pasqualini, nell’ambito dell’inchiesta sull’assegnazione delle case popolari a Lecce. Le intercettazioni coprono un periodo che va dal 2014 al 2016. La Giunta potrà decidere solo dopo che sarà stabilito di chi è la competenza: se della Camera, visto che all’epoca Marti era deputato, o del Senato, ramo del parlamento a cui appartiene oggi. Il gip Giovanni Gallo ha inoltrato la richiesta alla Camera l’8 febbraio scorso. E ritiene rilevanti quelle intercettazioni per chiarire due punti: il primo riguarda i rapporti tra il parlamentare e il fratello del boss della Scu Maurizio Briganti, a cui sarebbe stato assegnato in modo illegittimo un alloggio confiscato alla mafia.

 

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