Sturdà difende il partito e D’Attis lo commissaria

LECCE-Incredulità tra i componenti del coordinamento cittadino di Lecce dopo la nota regionale con cui Mauro D’Attis decide di decapitare Cristian Sturdà perché aveva ribadito che i forzisti propensi alle primarie dovessero avere un proprio candidato per non togliere la dignità del voto agevolando una corsa di altri esponenti espressione degli altri partiti della coalizione per individuare il candidato sindaco di Lecce . Lo scambio di battute con il segretario provinciale e poi l’intervento del coordinatore regionale che, invece di spegnere le polemiche come dirigente e parlamentare azzurro, interviene con una nota lapidaria che accentuerà lo scontro:
“Abbiamo preso atto della difficoltà di operare in un clima di serenità indispensabile per affrontare con la giusta forza l’imminente campagna elettorale a Lecce, anche a causa di una dialettica interna surclassata da superflue esternazioni individuali a mezzo stampa. Per questo, abbiamo comunicato a Cristian Sturdà che non può più essere il delegato al comune, trasferendo le sue competenze al coordinatore provinciale di Lecce, Paride Mazzotta”. A stretto giro la risposta difesa di Sturdà da parte dei dirigenti del coordinamento cittadino: “Il Coordinamento Cittadino di Forza Italia Lecce è stato commissariato dal Direttivo regionale. Il motivo? Aver difeso il partito, le sue scelte, la sua coerenza. Dopo le sconcertati parole di questa mattina del Coordinatore Provinciale ci aveva già confermano come Paride Mazzotta non può essere considerato più il garante dell’equilibrio e della tenuta del partito, ora arriva questa ennesima scelta presa per conto e per l’interesse di pochi. Sempre gli stessi. L’attacco del tutto gratuito rivolto da Mazzotta a Cristian Sturdà, ci ha lasciati perplessi oltre che delusi. Chi confonde, infatti, la coerenza con ricerca di visibilità è un miope. O almeno fa finta di esserlo. La gestione delle ultime vicende politiche di Forza Italia a Lecce lascia molto a desiderare: come si può contestare un coordinamento cittadino che chiedeva solo il rispetto delle regole? Ricordiamo, ancora una volta, che il 14 gennaio il partito all’unanimità aveva deliberato la candidatura della Senatrice Adriana Poli Bortone a sindaco: da quel giorno in poi non c’è stato alcun direttivo che abbia inteso mutare tale indicazione.
Ecco perché bene ha fatto Cristian Sturdà, con grande senso di coerenza e di rispetto verso la bandiera di Forza Italia, a prendere le difese del partito e di una delle sue migliori rappresentanti. Ma evidentemente in Forza Italia non c’è più spazio per la coerenza e per il rispetto delle decisioni dei suoi organi collegiali, senza contare il modo indecoroso in cui è stato trattato il nome di Adriana Poli Bortone. In molti in questi giorni hanno toccato il minimo della loro credibilità e con loro anche l’intero partito”.

 

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