Di Gioia: “Vivaisti adirati con noi? Hanno ragione”. Presto sblocco dei decreti per gelate e xyella

BARI – Quella appena cominciata sarà la settimana cruciale per il mondo agricolo pugliese. E’ da Roma, dove Coldiretti e Gilet arancioni manifesteranno in due momenti differenti, che si attendono le notizie più importanti.

La prima riguarda lo sblocco dei ristori per le gelate che hanno causato un danno enorme agli imprenditori del settore. Su questo, da una telefonata intercorsa in mattinata con il ministro Gianmarco Centinaio, l’assessore regionale alle Risorse agricole, Leonardo Di Gioia, ha ottenuto segnali positivi.

Il secondo macro-problema riguarda la xylella. A cominciare dai vivaisti, che hanno manifestato in Regione consegnando simbolicamente le chiavi delle loro aziende, bloccati dalle norme che impediscono le movimentazioni delle piante. “I vivaisti sono adirati con i nostri uffici? – ha commentato Di Gioia – hanno tutte le ragioni. Perché ricade su di loro, una burocrazia e una serie di impedimenti che nulla hanno a che vedere con il lavoro che svolgono ma che sono indirettamente il riflesso delle attività connesse alle questioni della xylella. Io chiedo ufficialmente ai nostri uffici oggi, di valutare e attuare quanto prima gli atti che i vivaisti chiedono”. E che, in buona sostanza, sono la movimentazione delle piante all’interno dell’area infetta, come autorizzato anche da Bruxelles.

E poi sul decreto xylella, oggetto di incontri tra gli assessori regionali prima e in conferenza Stato-Regioni poi: “Il giorno 13 abbiamo la conferenza Stato-Regioni in cui depositiamo il parere favorevole sul decreto, modificato leggermente anche nel dibattito pugliese e che consente una serie di opportunità. Il giorno dopo iniziamo a valutare i 100 milioni di euro messi a disposizione dal ministro Centinaio e che sono, per noi, una grande opportunità”.

Di Gioia ha spiegato che saranno destinati alla ricostruzione del potenziale produttivo, ai ristori per i vivai fino ad oggi non resi possibili dalla presenza di altre norme, alla comunicazione mirata sul rafforzare la reputazione del nostro olio e alle misure fitosanitarie “più incisive”.

 

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